Parcheggio al supermercato?
L’Unione Nazionale Consumatori Umbria ha ricevuto da Park & Control una risposta ufficiale che conferma come le somme richieste agli automobilisti nei parcheggi dei supermercati siano qualificate dall’azienda come “penale contrattuale” privata e non come multa del Codice della Strada, ma ciò non elimina i profili critici a tutela dei consumatori.
Il caso: richieste di pagamento nei parcheggi dei supermercati
Negli ultimi mesi diversi cittadini umbri si sono rivolti ai nostri sportelli dopo aver trovato nella cassetta della posta una richiesta di pagamento per aver sostato oltre il tempo gratuito nei parcheggi di alcuni esercizi della grande distribuzione di Perugia.
Le richieste arrivano da società private che gestiscono le aree di sosta e che applicano un importo fisso (di solito intorno ai 40 euro) per la violazione del regolamento interno del parcheggio.
La posizione di Park & Control
Nella nota inviata alla nostra associazione il 15 giugno 2026, Park & Control precisa innanzitutto che “le somme richieste […] non costituiscono in alcun modo sanzioni amministrative né sono riconducibili all’esercizio di pubblici poteri”.
Secondo la società, si tratterebbe unicamente di una penale contrattuale prevista dalle condizioni di utilizzo delle aree di sosta private e accettata dall’utente “mediante accesso e permanenza nell’area privata”.
Come viene giustificata la penale
Park & Control sostiene che la natura privatistica della richiesta sia chiaramente indicata “attraverso una pluralità di strumenti informativi”: cartelli con il regolamento agli accessi e all’interno dell’area, pubblicazione del regolamento sul sito internet e lettere che richiamano espressamente la violazione delle condizioni contrattuali.
La società aggiunge che in nessuna parte della documentazione viene mai attribuita alla richiesta la natura di sanzione amministrativa, né vengono richiamati poteri pubblicistici di accertamento o riscossione.
Perché non è una multa ma un contratto
È importante chiarire che un gestore privato non può emettere “multe” in senso proprio: le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada possono essere irrogate solo da autorità pubbliche o soggetti da esse delegati, come Polizia Locale e ausiliari del traffico.
La somma richiesta dal gestore del parcheggio è quindi, sul piano giuridico, una clausola penale contrattuale ai sensi degli articoli 1382 e seguenti del Codice civile, la cui validità dipende dall’esistenza di un contratto effettivamente concluso e da condizioni chiaramente conoscibili dal consumatore.
I nodi critici per i consumatori
Da tempo il movimento consumeristico segnala diversi profili problematici di queste pratiche, a partire dalla reale possibilità per l’utente di conoscere e comprendere il regolamento del parcheggio prima dell’accesso.
In molti casi, cartelli piccoli, affollati di testo o posizionati in modo poco visibile rendono di fatto impossibile una consapevole accettazione delle condizioni, con il rischio che la penale contrattuale si trasformi in una pretesa unilaterale difficilmente giustificabile sul piano del diritto dei consumatori.
Clausole vessatorie e sproporzione dell’importo
Altro profilo da valutare è la proporzionalità dell’importo richiesto rispetto all’eventuale inadempimento: somme fisse e elevate (ad esempio 40 euro anche per pochi minuti di sforamento) possono integrare una clausola vessatoria ai sensi del Codice del consumo, perché determinano uno squilibrio significativo dei diritti e degli obblighi a carico del consumatore.
In più occasioni la dottrina e le associazioni dei consumatori hanno evidenziato come tali penali, imposte senza una reale trattativa individuale, possano essere considerate nulle e difficilmente azionabili in giudizio.
Parcheggi dei supermercati e uso pubblico
Sul piano urbanistico e amministrativo va ricordato che, nella prassi, i parcheggi a servizio della grande distribuzione svolgono spesso una funzione di uso pubblico a favore della collettività, a fronte di obblighi imposti al costruttore in sede di autorizzazione edilizia.
In questo contesto, l’imposizione di regimi sanzionatori di fatto, fondati su penali contrattuali elevate e gestite da società private, rischia di comprimere in modo non proporzionato il diritto dei cittadini ad utilizzare aree che, sebbene formalmente private, sono strutturalmente integrate nella viabilità pubblica.
Cosa consiglia UNC Umbria agli automobilisti
In presenza di una richiesta di pagamento, il nostro consiglio è di non ignorare la comunicazione ma di valutarla con attenzione, verificando: chiarezza e visibilità del regolamento, correttezza dei dati sul presunto illecito, proporzionalità dell’importo richiesto e modalità di trattamento dei dati personali (telecamere, lettura targhe, ecc.).
In caso di dubbi, è opportuno rivolgersi ai nostri sportelli per ricevere assistenza nella predisposizione di eventuali contestazioni e nella verifica dei profili di possibile vessatorietà della clausola penale e di violazione della normativa consumeristica e privacy.
L’impegno di Unione Nazionale Consumatori Umbria
Alla luce delle segnalazioni ricevute e della risposta di Park & Control, l’Unione Nazionale Consumatori Umbria continuerà a monitorare il fenomeno e a raccogliere la documentazione dei cittadini interessati, anche in vista di eventuali iniziative presso le Autorità competenti.
Il nostro obiettivo è ottenere maggiore trasparenza nelle informazioni ai consumatori, una revisione delle penali manifestamente sproporzionate e, se necessario, linee guida chiare che impediscano l’uso distorto di strumenti privatistici in contesti che, di fatto, svolgono una funzione di servizio pubblico.


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