
False offerte di lavoro su LinkedIn: come riconoscerle e difendersi
False offerte di lavoro su LinkedIn: come difendersi dalle truffe.
Annunci di lavoro falsi su LinkedIn? Ecco i segnali da riconoscere, i dati da non inviare e cosa fare se hai risposto a un falso recruiter.
LinkedIn è uno strumento utile per cercare lavoro, ma può essere usato anche da truffatori che pubblicano annunci falsi o si fingono recruiter. L’obiettivo può essere rubare documenti e dati bancari, ottenere denaro con finte “spese di selezione” oppure coinvolgere la vittima in operazioni illecite.
I segnali che devono farti fermare
Un’offerta va verificata se promette compensi molto alti per attività vaghe, richiede assunzione immediata senza vero colloquio o mette pressione con frasi come “rispondi entro oggi”. Diffida anche di annunci senza mansioni chiare, contratto, sede o riferimenti verificabili dell’azienda. La Polizia Postale invita a controllare che la proposta indichi con precisione attività, impresa e tipologia contrattuale.
Un altro segnale frequente è la richiesta di spostare subito la conversazione su WhatsApp, Telegram, e-mail personali o piattaforme esterne. LinkedIn rileva che il 90% delle truffe segnalate tenta di far uscire l’utente dalla piattaforma già al primo contatto.
Le verifiche da fare
Prima di candidarti o rispondere:
- Cerca la posizione nella sezione “Lavora con noi” del sito ufficiale dell’azienda.
- Controlla che il recruiter abbia un profilo credibile: esperienza coerente, collegamento reale con l’azienda, attività e contatti professionali.
- Verifica il dominio dell’e-mail: un indirizzo aziendale deve corrispondere al dominio ufficiale, non a varianti sospette o caselle gratuite.
- Cerca online nome del recruiter, azienda, e-mail e numero di telefono aggiungendo parole come “truffa” o “scam”.
- Diffida di testi pieni di errori, traduzioni approssimative e descrizioni di lavoro troppo generiche.
Mai pagare per lavorare
Un datore di lavoro serio non chiede denaro per “aprire la pratica”, comprare materiale obbligatorio, sbloccare guadagni, fare corsi imposti o ottenere il contratto. Non inviare documenti di identità, codice fiscale, IBAN, credenziali bancarie o selfie con documento prima di avere verificato indipendentemente azienda e interlocutore.
Attenzione anche alle offerte che chiedono di ricevere e trasferire denaro, aprire un conto o reclutare altre persone: possono nascondere riciclaggio, schemi piramidali o furto d’identità.
Hai risposto a una falsa offerta?
Interrompi subito i contatti, non cliccare su altri link e salva prove: screenshot dell’annuncio, URL, profilo LinkedIn, messaggi, e-mail, numeri di telefono ed eventuali ricevute di pagamento. Segnala l’annuncio dalla piattaforma usando i tre puntini e la funzione “Segnala questo lavoro”; LinkedIn invita a segnalare anche profili e messaggi sospetti.
Se hai inviato dati bancari, contatta immediatamente la banca. Se hai trasmesso carta d’identità, codice fiscale o altri documenti, conserva ogni prova e valuta una denuncia per limitare i rischi di furto d’identità. La Polizia di Stato consente la pre-denuncia online per truffa e frode informatica, da formalizzare successivamente presso un ufficio di Polizia.
La regola da ricordare: un’offerta seria chiede competenze e curriculum, non soldi, codici bancari o documenti al primo messaggio.
In sintesi:
“Offerta di lavoro su LinkedIn? I 5 segnali che possono salvarti da una truffa”
Stipendio altissimo, nessun colloquio, urgenza e richiesta di spostarsi su WhatsApp: fermati. Una falsa offerta di lavoro può rubarti dati, documenti e denaro. Salva questa guida prima di candidarti.


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