Unione Nazionale Consumatori Umbria | L’ennesimo caso di ingiustizia nei confronti del consumatore
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L’ennesimo caso di ingiustizia nei confronti del consumatore

L’ennesimo caso di ingiustizia nei confronti del consumatore

Accade in un piccolo comune, Un Cittadino riceve bolletta di conguaglio da parte di Enel Servizio Elettrico Nazionale per  €3.140,00, circa tre anni dopo la chiusura della fornitura.

Il cittadino piuttosto sorpreso ma in buona fede si attiva e cerca di risolvere la questione, certo che si trattasse di errore e chiede il ricalcolo dei consumi.

A seguito dell’effettuazione di tali ricalcoli, Enel Servizio elettrico Nazionale manda una fattura di rettifica al cliente dove comunica espressamente che non c’è nulla da pagare e che è il cittadino piuttosto a dover ricevere un rimborso di €128,00 da parte di Enel.

La questione si pensava risolta, e invece con grande stupore, circa un anno dopo la corrispondenza, Enel servizio Elettrico Nazionale notifica al povero cittadino Decreto Ingiuntivo per €3.012,00 vantando un credito nei suoi confronti pari alla differenza dell’importo di €3.140,00 meno gli €128,00 che Enel avrebbe dovuto rimborsare e che si evidenzia ad oggi non sono mai più stati corrisposti al cliente.

Propone opposizione il cittadino al Giudice di Pace, con il patrocinio degli Avvocati Erika Paiolo e Francesco Buccini (avvocato della nostra UNCU) del Foro di Perugia. La difesa ha dimostrato in giudizio che la seconda fattura emessa da Enel Servizio Elettrico Nazionale nei confronti del cittadino, dell’importo di

-€128,00 riportava la dicitura fattura di rettifica ed aveva lo stesso numero di quella di €3.140,00 emessa precedentemente ed erroneamente per stessa ammissione di Enel.

Nonostante le prove documentali fornite, il Giudice di Pace, rigettava l’opposizione proposta dal cittadino, condannando lo stesso al pagamento della somma di €3.012,00 in favore del Servizio elettrico Nazionale Enel, oltre al pagamento delle spese processuali in favore della società.

La sentenza del Giudice di Pace veniva impugnata dai legali del cittadino che ricorrevano in appello innanzi al Tribunale, sottolineando l’illegittimità della sentenza emessa dal Giudice di Pace che motivava in maniera succinta ed insufficiente, affermando che il credito di Enel era legittimo in quanto i calcoli erano corretti; il tutto senza minimamente prendere in considerazione le risultanze istruttorie emerse in sede di giudizio.

Di diverso avviso il Giudice del Tribunale, Dott. Federico Bonato, il quale dopo un processo durato circa due anni emetteva sentenza con la quale accoglieva integralmente l’appello proposto dal  cittadino ritenendo le argomentazioni poste a sostegno dell’impugnazione, logiche, fondate e condivisibili, revocando quindi il Decreto Ingiuntivo emesso originariamente e condannando Enel Servizio Elettrico Nazionale al pagamento delle spese legali del giudizio di primo e di secondo grado in favore del cittadino.