Utente risarcito dalla propria banca

Lo spoofing telefonico è una tecnica fraudolenta che consente ai truffatori di nascondere il proprio numero di telefono e far sembrare che la chiamata provenga da un’altra fonte, spesso un’azienda, un ente pubblico o addirittura un numero familiare. 

LA VICENDA

E’ il caso di un cittadino umbro che si è visto sottrarre fraudolentemente delle somme dal proprio conto corrente da un sedicente operatore, spacciatosi essere un dipendente dell’Istituto di credito, di cui era cliente.

In particolare la controversia è sorta per una chiamata ricevuta dall’utente, seguita da numerosi SMS, tutti apparentemente provenienti dal numero della propria banca, con i quali veniva avvisato di un’operazione sospetta sul proprio conto corrente. Il sedicente operatore, lo invitava ad entrare nel suo home banking, per bloccare l’operazione, inserendo le proprie credenziali.

Il cittadino, insospettito dalla telefonata si accertava della veridicità della stessa, prima di procedere. Tranquillizzato dall’operatore che lo invitava a controllare la corrispondenza del numero telefonico dal quale lo stava chiamando, con quello riportato sul retro della propria carta di credito, provvedeva a seguire le istruzioni impartite. Successivamente però, accedendo al conto, scopriva l’ammanco delle somme.

A supportare le sue ragioni, l’Unione Nazionale Consumatori Umbria, con l’Avv. Elisabetta Congiusta che prontamente presentava apposita denuncia alla Questura e rivolgeva formale richiesta di rimborso somme all’Istituto di credito. Quest’ultimo però rifiutava ogni responsabilità nella vicenda, rigettando la richiesta di rimborso somme formulata dal consumatore.

A quel punto, l’Avv. Elisabetta Congiusta adiva  l’ABF Collegio di Roma, il quale con decisione del 16.06.2025 riconosceva il parziale rimborso delle somme in favore del cittadino umbro sul principio che “ la condotta dell’intermediario possa essere comunque scrutinata in base alle regole generali del diritto delle obbligazioni, sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni contrattuali, eventualmente integrate dal principio di buona fede, potendosi dunque fondare la decisione sugli artt. 1375 c.c., 1176 comma 2 c.c. e 1218 c.c. in sostanza, sussistono elementi che possono essere presi in considerazione sotto il profilo del diligente adempimento alle obbligazioni contrattuali da parte del prestatore dei servizi di pagamento. In questa prospettiva si rileva che questo Collegio pronunciandosi su “operazioni sotto dettatura”, ha già riconosciuto una responsabilità concorrente dell’intermediario quando la frode ha avuto – come nel caso in esame – origine da SMS spoofing”.

COS’E’ LO SPOOFING TELEFONICO

Lo spoofing telefonico, o caller ID spoofing, è una pratica che permette di alterare il numero di telefono visualizzato sul display del destinatario della chiamata. Invece di mostrare il vero numero del chiamante, viene mostrato un numero diverso, spesso scelto per sembrare più affidabile o familiare. Questo inganno viene spesso utilizzato per scopi fraudolenti, come il phishing o il furto di dati personali. 

COME FUNZIONA

I truffatori utilizzano software o servizi VoIP (Voice over Internet Protocol) per mascherare il proprio numero. In pratica, il chiamante invia un segnale con il numero desiderato, che viene visualizzato sul telefono della vittima, mentre la chiamata viene instradata attraverso una connessione diversa. Questo permette ai truffatori di apparire come enti affidabili, aumentando le probabilità che la vittima risponda e interagisca con loro. 

Esempi di truffe tramite spoofing:

  • Fingere di essere una banca:

I truffatori chiamano fingendo di essere della banca della vittima e richiedono informazioni personali o dettagli dell’account con la scusa di problemi di sicurezza o transazioni sospette. 

  • Fingere di essere un ente pubblico:

Possono spacciarsi per l’Agenzia delle Entrate, l’INPS o altri enti, richiedendo pagamenti o informazioni sensibili. 

  • Fingere di essere un amico o un familiare:

In alcuni casi, i truffatori utilizzano numeri di telefono di amici o familiari, sfruttando la fiducia per ottenere informazioni o denaro. 

  • Chiamare da un numero locale:

I truffatori possono utilizzare prefissi locali per far sembrare che la chiamata provenga da una zona vicina, aumentando la probabilità che la vittima risponda. 

Come proteggersi dallo spoofing telefonico:

  • DIFFIDATE DALLE CHIAMATE SOSPETTE

L’Unione Nazionale Consumatori, con sede in Perugia, è da anni in prima linea per difendere i consumatori dalle truffe bancarie. E’ buona norma:

Non rispondere a numeri che non riconosci e, se possibile, verifica l’attendibilità del numero sul web prima di richiamare. 

  • Non fornire informazioni personali o finanziarie per telefono:

Le banche e gli enti pubblici non chiedono mai dati sensibili via telefono. In caso di dubbi, richiamare il numero ufficiale dell’ente e chiedere conferma. 

  • Utilizzare app di blocco chiamate:

Esistono app che possono identificare e bloccare chiamate spam o provenienti da numeri sospetti. 

  • Segnalare le chiamate sospette:

Se ricevi una chiamata fraudolenta, segnalala alle autorità competenti (Polizia Postale, AgCom). 

  • Non condividere il tuo numero di telefono pubblicamente:

Evita di inserire il tuo numero di telefono su siti web o social media non affidabili. 

  • Educare sé stessi e gli altri:

Informare familiari, amici e colleghi sulle truffe telefoniche e su come proteggersi. 

Se anche tu stai affrontando problemi simili, puoi segnalare il tuo caso scrivendo a: info@consumatoriumbria.it