Mascherine: diversi tipi a seconda dell’uso

Da quando la pandemia da Covid-19 è iniziata, abbiamo sempre più familiarizzato con l’uso della mascherina: per legge va indossata in qualsiasi luogo pubblico al chiuso già da marzo e qualche settimana fa è arrivata poi la decisione di renderla obbligatoria anche all’aperto.

Ma quali sono le mascherine che ci proteggono realmente dal rischio d’infettare o essere infettati dal coronavirus?

Diversi tipi di mascherine

Dalle fasi più dure del lockdown molto si è discusso di quali siano i dispositivi di protezione individuale che possono davvero ridurre la diffusione del contagio.

Tra le varie tipologie di mascherine proviamo a capire quali sono realmente efficaci e in quali situazioni:

  • le chirurgiche, sono definite anche strumento di “protezione di comunità” perché risultano utili solamente se ad indossarla sono tutti. Infatti, la capacità filtrante di questo tipo di mascherine è al massimo del 20% verso chi le indossa ma arriva all’95% verso l’esterno. Risultano essere le più diffuse e devono essere usate per un massimo di 6-8 ore dopodiché vanno gettate tra i rifiuti indifferenziati;
  • le Ffp2 o, secondo la dicitura asiatica, KN95, sono più pesanti rispetto alle chirurgiche specialmente se indossate a lungo ma garantiscono una protezione sia per sé che per chi ci circonda. Se tutti usassero le mascherine chirurgiche non ci sarebbe la necessità delle Ffp2, non potendo però avere questa certezza questo genere di mascherina garantisce una protezione almeno al 92% sia in entrata che in uscita. Sono infatti caldamente raccomandate per gli operatori sanitari, per le forze dell’ordine e per tutti coloro i quali si trovano in situazioni “a rischio” dove non tutti indossano almeno una chirurgica. Le KN95, se usate per poche ore al giorno, hanno efficacia fino a 3 giorni, passati i quali però vanno gettate;
  • le Ffp2 con valvola, o “mascherine egoiste”, sono mascherine che proteggono solo in entrata e per questo sono raccomandate e usate solo dal personale medico che è chiamato ad entrare in contatto con pazienti risultati positivi al covid-19;
  • le Ffp3 sono invece mascherine con valvola protettiva che proteggono sia in entrata che in uscita al 98% e, risulterebbero inutili qualora utilizzassimo tutti la mascherina chirurgica. Anche questo genere di protezione individuale è raccomandato per il personale medico a contatto con soggetti positivi;
  • le mascherine di tessuto, negli ultimi mesi le abbiamo viste nei più diversi colori e decorazioni ma, pur essendo accettate dalla comunità scientifica, non garantiscono certo la protezione delle mascherine chirurgiche. Hanno infatti una funzione minimamente filtrante in uscita, ma raramente riescono a filtrare, specialmente in ingresso, particelle di dimensioni inferiori ai 5 micron.

Ambiente e portafogli

Le mascherine vanno gettate tra i rifiuti indifferenziati poiché non sono riciclabili, inoltre tutte le mascherine, ad eccezione di quelle in tessuto, sono un presidio medico esente dal pagamento dell’Iva ed è possibile portare in detrazione il loro acquisto al momento della dichiarazione dei redditi.

 

 

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