
INSEGNA FINO A 5 MQ: ESENTE PER LEGGE. EPPURE DOGRE ARRIVA AL PIGNORAMENTO. UNC UMBRIA BLOCCA L’ESECUZIONE
NOTIZIA INTERESSANTE PER TUTTI I NEGOZIANTI UMBRI
La normativa esenta dal canone le insegne di esercizio fino a cinque metri quadrati. Nonostante l’istanza in autotutela, rimasta senza risposta, DOGRE aveva avviato il pignoramento presso la banca. UNC Umbria ottiene la sospensione e la condanna della società a metà delle spese cautelari, grazie all’intervento dell’Avv. Elisabetta Congiusta.
Cinque metri quadrati: è questo il limite stabilito dalla legge. Se un’insegna identifica la sede nella quale viene svolta l’attività e la sua superficie complessiva non supera i 5 mq, il canone pubblicitario non è dovuto. Eppure, nei casi seguiti dall’Unione Nazionale Consumatori Umbria, la richiesta di pagamento è arrivata fino al pignoramento presso la banca.
In un caso il contribuente aveva anche provato a evitare il contenzioso, presentando un’istanza in autotutela per segnalare l’esenzione. Secondo quanto accertato dal Tribunale, DOGRE non aveva risposto. La procedura di riscossione era però proseguita, rendendo necessario rivolgersi al giudice per bloccare il prelievo delle somme.
Il Tribunale ha confermato la sospensione dell’esecuzione, ritenendo le ragioni dell’opponente “almeno prima facie fondate”. Il giudice ha richiamato espressamente la disciplina che esenta le insegne di esercizio, collocate presso la sede dell’attività, con superficie complessiva fino a cinque metri quadrati.
La disposizione è chiara: sono esenti le insegne di esercizio delle attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede nella quale si svolge l’attività, purché abbiano una superficie complessiva fino a 5 metri quadrati. Non significa “meno di cinque”: l’espressione “fino a 5 metri quadrati” comprende anche un’insegna di superficie esattamente pari a 5 mq.
Nel caso esaminato, il Tribunale ha rilevato che l’insegna contestata corrispondeva a quella esposta presso la sede dell’attività e ha ritenuto, nella fase cautelare, fondate le ragioni addotte per sostenere che nessun canone fosse dovuto. È questo il nodo della vicenda: una pretesa collegata a un’insegna rientrante nell’esenzione aveva prodotto addirittura un pignoramento presso la banca.
Non si discuteva di una grande installazione pubblicitaria o di un cartellone estraneo alla sede dell’impresa. Si discuteva dell’insegna che identificava l’attività e che, secondo gli elementi valutati dal giudice, rientrava nel limite dei 5 metri quadrati espressamente tutelato dalla normativa.
La sproporzione è evidente: da una piccola insegna potenzialmente esente si era arrivati direttamente al conto bancario. Solo l’opposizione giudiziaria ha consentito al contribuente di ottenere un effettivo contraddittorio e di fermare il possibile prelievo delle somme.
«La soglia dei cinque metri quadrati non è un dettaglio e non è un cavillo. È un’esenzione espressamente prevista per le insegne che identificano la sede dell’attività. Nonostante ciò, il nostro assistito si è trovato esposto a una procedura di pignoramento presso la banca. Aveva già presentato un’istanza in autotutela, ma, secondo quanto rilevato dal Tribunale, non aveva ricevuto risposta. Abbiamo quindi agito immediatamente e ottenuto la conferma della sospensione dell’esecuzione. Ora la questione proseguirà nel merito, ma intanto il pignoramento è stato fermato.» Ha affermato il Presidente UNCU Avv. Damiano Marinelli.
https://www.perugiatoday.it/cronaca/canone-pubblicita-esente-perugia.html


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