Direttive colazione, l’Europa verso una nuova etichettatura su miele, marmellate e succhi di frutta

Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto ieri un accordo provvisorio per “migliorare i requisiti di informazione dei consumatori per miele, marmellate di frutta, succhi di frutta e latte disidratato”.

Miele, marmellate e succhi di frutta: l’Europa si muove verso nuove regole. Consiglio della Ue e Parlamento europeo hanno infatti raggiunto ieri un accordo provvisorio per “migliorare i requisiti di informazione dei consumatori per miele, marmellate di frutta, succhi di frutta e latte disidratato”. L’accordo riguarda le cosiddette “direttive colazione” e, una volta adottato formalmente, aggiornerà le norme relative alla composizione, all’etichettatura e alla denominazione di alcuni prodotti alimentari.

“Le direttive aggiornate mirano a promuovere il passaggio a diete più sane, aiutare i consumatori a fare scelte informate e garantire la trasparenza sull’origine dei prodotti”, afferma una nota del Consiglio.

Quali i principi cui si ispirano le novità? Per il miele, il paese (o i paesi) di origine deve essere chiaramente visibile in etichetta; ci sarà un’etichettatura diversa sul contenuto di zucchero nei succhi di frutta; nuove regole in arrivo anche per il contenuto di frutta nelle marmellate e nelle confetture extra.

L’etichettatura del miele e la lotta alle frodi

Si sospetta che gran parte del miele importato da paesi terzi sia adulterato con zucchero. Come informa una nota del Parlamento europeo, “per contrastare tali frodi e informare meglio i consumatori, i negoziatori hanno convenuto di rendere obbligatorio indicare chiaramente, nello stesso campo visivo del nome del prodotto, i paesi da cui proviene il miele anziché solo se proviene dall’UE o no, come attualmente avviene per le miscele di miele. Dovranno inoltre essere indicate le percentuali di miele proveniente almeno dai primi quattro paesi di origine. Se questo non rappresenta più della metà del miele totale, occorre indicare le percentuali per tutti i Paesi”.

Per il miele, dunque, i paesi di provenienza verranno indicati in etichetta in ordine decrescente, in base al peso; l’etichetta includerà anche la percentuale che ciascun paese rappresenta nella miscela, aumentando così la trasparenza per i consumatori. Gli Stati, spiega il Consiglio, possono decidere che l’obbligo di indicare la percentuale in etichetta si applichi solo alle quattro quote maggiori, purché queste rappresentino più del 50% del peso della miscela di miele.

Nel caso di confezioni piccole, inferiori a 30 grammi, i nomi dei paesi di origine possono essere sostituiti da un codice ISO di due lettere. Ci sarà poi una piattaforma di esperti che aiuterà la Commissione a sviluppare metodi per rilevare i casi di adulterazione del miele e per rafforzare i controlli.

Lo zucchero nei succhi di frutta

Per riflettere la crescente domanda di prodotti a ridotto contenuto di zucchero, il testo concordato provvisoriamente prevede anche l’aggiunta di tre nuove categorie: “succo di frutta a ridotto contenuto di zucchero” (se almeno il 30% degli zuccheri presenti in natura sono stati rimossi), “succo di frutta a ridotto contenuto di zucchero da concentrato” e “succo di frutta concentrato a ridotto contenuto di zucchero”. Si potrà inoltre usare l’etichetta “i succhi di frutta contengono solo zuccheri naturali“. I produttori non potranno però utilizzare dolcificanti per compensare l’effetto della riduzione dello zucchero sul gusto, sulla consistenza e sulla qualità del prodotto.

Marmellate, più frutta

Le novità riguardano anche le marmellate. Verrà aumentato il contenuto minimo di frutta nelle confetture e nelle confetture extra (100 g in più al kg per le confetture e 50 g in più al kg per le confetture extra), garantendo allo stesso tempo una distinzione tra le due categorie: 450 g di frutta come regola generale per la marmellata e 500 grammi per la confettura extra. Dunque la regola generale sarà che per produrre 1 chilo di confetture e marmellate dovranno essere utilizzati almeno 450 grammi di frutta (500 grammi per la “confettura extra” di alta qualità).

“Questo aumento del contenuto di frutta – spiega il Consiglio – contribuirà a ridurre la quantità di zucchero nelle marmellate, consentendo ai consumatori di fare scelte più sane”.

L’accordo dovrà essere adottato dal Parlamento e dal Consiglio, dopodiché la nuova legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo. I paesi dell’UE dovranno applicare le nuove regole due anni dopo l’ingresso in vigore.

Da Help Consumatori

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