Titoli e azioni ad alto rischio piazzati ai clienti senza informazioni, banca condannata a risarcire l’investitore
La Corte d’appello di Perugia dà ragione a un investitore umbro. Gli avvocati dell’Unione consumatori: “Prodotto inadeguato e informazioni scorrette”. Attenzione alla prescrizione: scade ad aprile 2026
La Corte di appello di Perugia ha condannato un istituto bancario a restituire 70.000 euro a un risparmiatore umbro.
Il contenzioso con la banca era nato a seguito della vendita delle azioni della Banca Popolare di Bari al risparmiatore, su consiglio della sua banca la Cassa di Risparmio di Orvieto. L’investitore, del comprensorio amerino, assistito dagli avvocati dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria, si è rivolto alla giustizia ritenendo di non essere stato informato dei rischi dell’investimento in maniera corretta, Cosa che i giudici di appello hanno riconosciuto, sancendo il diritto alla restituzione dell’intera somma investita, pari a circa 70.000 euro, oltre agli interessi legali e alle spese di lite.
Il giudizio ha visto coinvolta la Cassa di Risparmio di Orvieto, nei confronti della quale il risparmiatore, difeso dagli avvocati Leonardo Di Russo (UNC Orvieto) e Annalisa Cannetto (UNC Amelia), aveva contestato le modalità di collocamento dei titoli.
La Corte di appello ha ribadito un principio ormai centrale in questo filone di cause: le azioni della Banca Popolare di Bari presentavano, già all’epoca della sottoscrizione, un rilevante grado di rischio, risultando un prodotto strutturalmente inadeguato per un investitore medio e non professionale.
Si tratta di un passaggio fondamentale, perché conferma l’obbligo degli intermediari di valutare in modo rigoroso l’adeguatezza degli investimenti rispetto al profilo del cliente e di fornire un’informazione chiara, completa e trasparente sui rischi reali dell’operazione.
Un aspetto particolarmente importante riguarda i tempi per agire. Un prevalente orientamento giurisprudenziale fa infatti decorrere la prescrizione delle azioni almeno dall’aprile 2016, momento della prima svalutazione delle azioni. Ciò significa che molti risparmiatori potrebbero perdere il diritto di agire se non interrompono la prescrizione prima dell’aprile 2026.
Per questo motivo l’Unione Nazionale Consumatori Umbria invita chi ha acquistato azioni della Banca Popolare di Bari e ritiene di aver subito un danno a non attendere oltre, ma a richiedere una valutazione del proprio caso.
L’avvocato Damiano Marinelli, presidente UNC Umbria, sottolinea che “questa sentenza della Corte di appello di Perugia rappresenta un risultato di grande rilievo non solo per il risparmiatore coinvolto, ma per tutti coloro che si sono trovati a investire i propri risparmi in strumenti finanziari complessi e rischiosi senza un’adeguata consapevolezza. Ancora una volta viene affermato un principio fondamentale: la tutela del risparmio passa dalla correttezza dell’informazione e dal rispetto del profilo dell’investitore. Invitiamo tutti i cittadini umbri che hanno acquistato azioni della Banca Popolare di Bari a informarsi per tempo, perché i termini di prescrizione sono vicini. L’Unione Nazionale Consumatori Umbria, anche tramite mail info@consumatoriumbria.it, è a disposizione per analizzare le singole posizioni e fornire assistenza qualificata”.
—
Titoli e azioni ad alto rischio piazzati ai clienti senza informazioni, banca condannata a risarcire l’investitore
https://www.perugiatoday.it/cronaca/titoli-rischiosi-banca-condannata-perugia.html
© PerugiaToday


Lascia un commento