Statistiche del natale 2025
Il Natale 2025 degli italiani fotografato dalla società di rilievazioni statistiche Sigma Consulting mostra un Paese che continua a puntare sulle relazioni familiari e sulle tradizioni, ma che fa i conti con un portafoglio sotto pressione e con forti incertezze sul futuro economico e politico.
Addobbi e atmosfera domestica
Le case italiane si preparano al Natale soprattutto a dicembre: la metà degli intervistati dichiara di iniziare ad addobbare casa entro l’8 dicembre, confermando la centralità dell’Immacolata come “start” ufficiale delle festività. Un ulteriore 23% si dedica a decorazioni, albero e luci tra il 9 e il 20 dicembre, mentre solo il 12% anticipa tutto a novembre e un altro 12% sceglie di non decorare affatto la casa.
Le tradizioni che resistono
Quando si chiede a quale tradizione natalizia non si rinuncerebbe mai, il pranzo/cena con la famiglia domina nettamente con il 35%, confermando il ruolo del Natale come festa delle relazioni più che dei consumi. Seguono l’albero di Natale (19%), il presepe (10%), lo scambio dei regali (9%), le decorazioni in casa (7%) e i dolci natalizi (6%), mentre il 14% afferma di non avere una tradizione in particolare a cui si sente legato.
Regali tra desideri e budget
Sul fronte dei regali emerge una cautela diffusa: il 51% prevede di spendere come l’anno scorso, segnalando una sostanziale prudenza nei consumi natalizi. Solo il 13% pensa di spendere di più, mentre il 28% dichiara che ridurrà il budget per i doni e l’8% non farà regali, dato rilevante per un osservatorio come l’Unione Nazionale Consumatori Umbria che monitora il potere d’acquisto delle famiglie.
Propositi per il 2026
I propositi per il nuovo anno incrociano desideri molto concreti (risparmiare, trovare lavoro, cambiare lavoro, comprare casa o auto, ristrutturare casa) con bisogni immateriali come serenità, crescita personale e professionale, cura di sé, stabilità economica e familiare. Non mancano obiettivi simbolici e aspirazionali – dalla pace nel mondo a “realizzare un sogno”, fino a piccoli traguardi misurabili come leggere almeno 30 libri – che restituiscono l’immagine di un’Italia che cerca equilibrio tra sicurezza materiale e benessere personale.
Aspettative per il 2026
Guardando al 2026, prevale un moderato ottimismo sul piano individuale e un atteggiamento più cauto su quello collettivo. Per la salute, il 40% si aspetta un anno migliore del 2025 e il 43% uguale, mentre per la vita professionale il 32% prevede un miglioramento e il 48% una sostanziale stabilità. Più critico lo sguardo sul contesto: sulla situazione internazionale il 33% teme un peggioramento, e sulla situazione economica e politica italiana oltre un terzo si aspetta un 2026 peggiore del 2025, con una quota non trascurabile di cittadini che dichiara di non saper formulare una previsione.
Questo quadro rende il lavoro dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria ancora più centrale: famiglie prudenti nei consumi, desiderose di stabilità e tutela del potere d’acquisto, ma anche attente alla qualità della vita e al benessere complessivo.
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