Raccordo Terni-Orte, la strada più pericolosa dell’Umbria?

Unione Nazionale Consumatori Umbria (UNCU) – Perugia/Amelia, 19 giugno 2026

“Peggio della Salerno-Reggio Calabria”: il raccordo S.S. 675 è una via crucis per migliaia di automobilisti

C’è una strada in Umbria che ogni giorno mette a rischio la vita di migliaia di persone. Si chiama raccordo autostradale Terni–Orte, S.S. 675 “Umbro-Laziale”, e da anni è diventata sinonimo di pericolo, cantieri infiniti, incidenti quotidiani e degrado inaccettabile. Un’arteria vitale per la Conca ternana, percorsa ogni giorno da pendolari, lavoratori, studenti e mezzi pesanti, che hanno ribattezzato questo tratto di superstrada “peggio della Salerno-Reggio Calabria” — la tristemente famosa autostrada che per decenni ha rappresentato il simbolo delle infrastrutture italiane abbandonate a se stesse.

Proprio il 17 giugno 2026, un nuovo grave incidente si è verificato tra gli svincoli di Narni Scalo/San Gemini e Capitone, in direzione Orte, al chilometro 17+000: tre veicoli coinvolti — una Volkswagen Caddy, una Fiat 500 e un autoarticolato frigorifero — con quest’ultimo che si è ribaltato sopra la piccola utilitaria condotta da una giovane donna. Tre feriti, code chilometriche con il traffico deviato su Narni Scalo, il termometro a 38 gradi: l’ennesimo giorno di ordinaria emergenza su questa strada.

La nostra denuncia del 2022

L’Unione Nazionale Consumatori Umbria non è nuova a questo fronte. Il 1° dicembre 2022, a seguito di due gravissimi incidenti avvenuti il 30 novembre di quell’anno — di cui uno mortale, che ha strappato la vita a un giovane di 33 anni — l’UNCU inviava una formale comunicazione ad ANAS Umbria, alla Regione Umbria, alla Provincia di Terni e alla Procura della Repubblica di Terni.

In quella lettera denunciavamo una situazione già allora intollerabile: da oltre quattro mesi, su un tratto di circa 25 km, si susseguivano cantieri continui all’interno della galleria di San Pellegrino e sul viadotto all’uscita di Narni, con circolazione su una sola corsia e svincoli chiusi — come quello di Amelia e Narni Scalo — che costringevano gli automobilisti a percorsi alternativi più lunghi e rischiosi. Denunciavamo le “vere e proprie gimkane” a cui erano costretti gli utenti, con rallentamenti, accelerazioni brusche e distrazioni forzate, in un contesto che già allora configurava una “trappola” per l’incolumità pubblica. Quella lettera è rimasta senza alcun riscontro concreto.

Giugno 2026: la situazione è peggiorata.

Quattro anni dopo, l’UNCU è costretta a constatare che la situazione non solo non è migliorata, ma si è ulteriormente aggravata. Il 19 giugno 2026, l’Unione Nazionale Consumatori Umbria ha inviato una nuova diffida formale — a mezzo PEC — ad ANAS S.p.A. Direzione Territoriale Umbria, alla Regione Umbria, alla Provincia di Terni e alla Procura della Repubblica di Terni.

La diffida documenta come, da oltre quattro anni, il raccordo Terni–Orte sia interessato da cantieri pressoché permanenti, in particolare all’interno della galleria di San Pellegrino e sul viadotto in prossimità dell’uscita di Narni, dove la circolazione avviene ancora su singola corsia con alternanza dei sensi di marcia, determinando code sistematiche e condizioni di estrema pericolosità. I cantieri “non vengono mai definitivamente rimossi o conclusi” con la riapertura continua di nuovi tratti di lavorazione.

La nostra diffida chiede formalmente agli enti di:

  • comunicare entro 30 giorni il cronoprogramma aggiornato di tutti i cantieri attivi, con date di avvio, fasi di completamento e chiusura definitiva;
  • fornire documentazione sulle misure di sicurezza adottate, con riferimento all’art. 21 del Codice della Strada e agli artt. 30–42 del D.P.R. 495/1992;
  • adottare con urgenza tutti i provvedimenti necessari a garantire la sicurezza della circolazione;
  • rispondere alla nostra comunicazione del 2022, a tutt’oggi senza adeguato riscontro.

I numeri di una strage silenziosa

I dati parlano da soli. Nel 2024, sulle strade dell’intera Umbria si sono registrati 2.448 incidenti, con 62 morti e 3.403 feriti. Ancora più allarmante è il trend: rispetto al 2019, anno pre-pandemia, le vittime della strada in Umbria sono aumentate del 21,6%, mentre nel resto d’Italia si registra un calo del 4,5%. Il tasso di mortalità per incidente nella provincia di Terni è pari a 6,5 decessi ogni 100 incidenti, in un contesto nazionale che già vede le strade a quattro corsie e i raccordi tra le arterie più pericolose del Paese.

Il raccordo Terni–Orte concentra una quota significativa di questi drammi. Solo negli ultimi mesi si contano: un’auto andata in fiamme ad aprile 2026, con la conducente sbalzata fuori strada e necessità dell’elisoccorso; il maxi-incidente del 17 giugno 2026 con camion ribaltato su un’utilitaria; il fango che ha invaso la carreggiata a giugno 2026 a causa di temporali; i cronici problemi di asfalto nel tratto Orte–Soriano con buche e avvallamenti che hanno squarciato pneumatici e richiesto la chiusura d’urgenza nel febbraio 2026. Senza dimenticare l’incidente mortale avvenuto il 19 giugno 2025 all’altezza di Vasanello, nel tratto laziale della stessa S.S. 675.

La cronaca degli ultimi anni racconta di incidenti con cadenza pressoché giornaliera, alcuni a esito mortale. E la memoria collettiva di chi percorre questa strada ogni giorno è quella di un’arteria fuori controllo: “Cantieri infiniti, svincoli chiusi per mesi, carreggiate a doppio senso: un inferno. Non capisco come una qualche autorità, nel suo ambito di competenza, non abbia mai avviato accertamenti”, denunciava già nel settembre 2023 un’automobilista pendolare dalle pagine de La Nazione.

I lavori continuano intanto a moltiplicarsi senza una pianificazione trasparente. A maggio 2026 erano ancora in corso lavori di ripristino strutturale tra il km 10+900 e il km 11+600. Nel 2025, ANAS annunciava la demolizione e ricostruzione del viadotto Malle, con un investimento di 15,4 milioni di euro — ennesimo intervento urgente su un’infrastruttura che non avrebbe mai dovuto essere lasciata degradare fino a questo punto.

L’UNCU — iscritta a livello nazionale nell’elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti riconosciute ai sensi dell’art. 137 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), e componente della Consulta dei Consumatori e Utenti della Regione Umbria — ricorda che i viaggiatori che transitano su strade pubbliche sono utenti e consumatori di un servizio, titolari del diritto fondamentale alla sicurezza sancito dall’art. 2, comma 2, lett. a) del Codice del Consumo.

Pendolari, studenti, lavoratori, autotrasportatori: migliaia di persone che ogni mattina salgono in auto e affrontano quella che ormai la gente comune chiama “la nostra Salerno-Reggio Calabria”. Non possono e non devono essere lasciati soli. Per questo l’UNCU è al loro fianco, con strumenti legali e voce pubblica, finché le istituzioni non si assumano le responsabilità che competono loro.

Siamo pronti, in assenza di riscontro entro i 30 giorni previsti dalla diffida, ad avvalerci di ogni strumento di tutela previsto dall’ordinamento: accesso agli atti (L. 241/1990), accesso civico generalizzato (D.Lgs. 33/2013), ricorso al giudice amministrativo, ulteriori esposti alle autorità competenti. Ma soprattutto continueremo a fare quello che facciamo dal 2022: alzare la voce, documentare, pretendere risposte. Perché su questa strada non si può più morire in silenzio.

Avv. Damiano Marinelli – Presidente UNCU
Avv. Annalisa Cannetto – Referente UNCU Amelia
www.consumatoriumbria.it | segreteria@consumatoriumbria.it

https://www.ternitoday.it/attualita/cantieri-traffico-raccordo-terni-orte-esposto-unione-nazionale-consumatori.html

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