La giornata internazionale del migrante

Il 18 dicembre 2025, in occasione della Giornata internazionale dei migranti, la Sala Stampa e Conferenze “Umberto Pagliacci” di Palazzo della Provincia a Perugia ha ospitato un convegno molto partecipato, dedicato a numeri, volti e diritti delle persone migranti nel territorio umbro. L’iniziativa è stata promossa dal Consolato del Perù in Perugia, dall’Unione Nazionale Consumatori Umbria e dall’Associazione Legali Italiani, con il sostegno di numerosi enti e realtà associative impegnate sul fronte dell’integrazione e della tutela dei diritti.

L’incontro ha avuto la forma di una tavola rotonda, pensata per intrecciare analisi dei dati, testimonianze dirette e prospettive istituzionali. Al centro, il tema della migrazione in Umbria come fenomeno strutturale, che incrocia bisogni sociali, tutela dei consumatori, lavoro, istruzione, salute, partecipazione civica. La scelta del 18 dicembre, data simbolo fissata dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione internazionale sulla condizione dei migranti, ha rafforzato il carattere pubblico e impegnato dell’appuntamento.

La prima parte del convegno è stata dedicata a “Un primo sguardo ai numeri in Umbria”, con l’obiettivo di restituire una fotografia chiara della presenza migrante sul territorio. Il dott. Simone Foresi, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano, ha illustrato i principali dati demografici, mettendo in luce l’evoluzione delle comunità straniere e il loro contributo alla vita sociale ed economica regionale. L’avv. Damiano Marinelli, console onorario del Perù a Perugia, ha collegato questo quadro ai bisogni concreti delle persone e delle famiglie migranti, insistendo sull’importanza di servizi accessibili, tutela giuridica e accompagnamento nei percorsi di integrazione.

Accanto a loro, l’avv. Hugo Alexis Guevara Garcia ha richiamato le criticità che i migranti incontrano nei rapporti contrattuali, nell’accesso ai servizi essenziali e nei contenziosi di natura civile e amministrativa. Il dott. Alberto Faina, tributarista, ha infine affrontato il tema della fiscalità e delle implicazioni tributarie per chi vive, lavora e investe in Italia pur mantenendo legami con il Paese d’origine, segnalando l’esigenza di strumenti informativi semplici e di accompagnamento specialistico.

La seconda parte, significativamente intitolata “Non solo numeri: voci dalle comunità straniere in Umbria e dalle seconde generazioni”, ha dato spazio a rappresentanti di associazioni e giovani con background migratorio. Mustapha Elazzab, presidente dell’Associazione Comunità Marocchina a Perugia, ha raccontato il lavoro quotidiano sul territorio, tra mediazione culturale, sostegno scolastico e iniziative di dialogo interreligioso. Il prof. Antony Xavier Ladis Kumar, dell’associazione Sul Palco della Vita, ha sottolineato la dimensione educativa e relazionale dei percorsi di integrazione, evidenziando il ruolo delle scuole, dell’università e dei luoghi di cultura.

Moussa Doumbia, presidente dell’Associazione Timbuktu APS, ha portato l’esperienza delle comunità africane e del Mali in particolare, richiamando la necessità di politiche abitative e lavorative più inclusive e stabili. La dott.ssa Janua Pirolozzi Galvéz, antropologa, ha offerto una lettura più ampia dei processi migratori, insistendo sulla centralità delle narrazioni e sul rischio di ridurre le persone a categorie statistiche. Molto significativi anche gli interventi di Mercy Narcisa Monar Aguilar e dei giovani universitari presenti, che hanno mostrato come le seconde generazioni vivano l’Umbria come propria casa, ma chiedano riconoscimento pieno, pari opportunità e spazi di partecipazione.

Nel corso del convegno sono emersi in modo chiaro i nomi e i volti delle giovani di seconda generazione che rappresentano una risorsa preziosa per l’Umbria. Desyree Maryda Silva Huerta, Giulia Tirado Olaya, Paul Urrelo de la Cruz, Fatima El Azzab e Lavinia Silva Rossi sono state presentate come esempi concreti di percorsi di studio universitario e di impegno civico che smentiscono radicalmente gli stereotipi sui migranti.​

Desyree Maryda Silva Huerta, studentessa al secondo anno di Giurisprudenza e presidente dell’Associazione A.V. Perù, ha mostrato come la formazione giuridica possa diventare uno strumento di tutela dei diritti e di partecipazione attiva alla vita pubblica.

Giulia Tirado Olaya, prossima alla laurea presso la Facoltà di Filosofia e Scienze e Tecniche Psicologiche e volontaria dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria, ha portato uno sguardo attento alle dimensioni psicologiche e relazionali dell’inclusione, ricordando che dietro ogni “dato” ci sono persone e storie.​

Paul Urrelo de la Cruz, laureato in Scienze dei Servizi Giuridici e volontario dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria, ha sottolineato l’importanza di mettere le proprie competenze al servizio della comunità, soprattutto nel campo della tutela dei consumatori migranti.

Fatima El Azzab, studentessa al quarto anno di Giurisprudenza e componente della direttiva dell’Associazione Amici ADISU nonché impegnata nel sindacato SINAPEL e come social media manager del Perugia Calcio, incarna un modello di cittadinanza attiva che intreccia studio, partecipazione e responsabilità.​

Lavinia Silva Rossi, studentessa al primo anno di Giurisprudenza, rappresenta a sua volta una bandiera di questa nuova generazione che cresce nelle università umbre con l’ambizione di contribuire alla giustizia e alla vita delle istituzioni.

Insieme, queste giovani dimostrano che le seconde generazioni non sono un problema da gestire, ma una risorsa strategica per il futuro dell’Umbria: competenze, multilinguismo, capacità di vivere tra culture diverse e desiderio di partecipare fanno di loro un potente antidoto agli stereotipi e alle narrazioni semplificanti sulla migrazione.​

La sala era gremita, con un pubblico attento e partecipe, composto da cittadini, operatori sociali, studenti, rappresentanti del mondo associativo e delle comunità straniere. Le numerose domande e osservazioni emerse dal dibattito hanno mostrato quanto il tema migrazioni sia sentito nel territorio, non solo come emergenza, ma come questione strutturale di coesione sociale e di sviluppo. L’atmosfera è stata caratterizzata da ascolto reciproco, rispetto e volontà di confrontarsi anche su aspetti critici, dal linguaggio dei media alle difficoltà burocratiche, dal razzismo quotidiano alla solitudine di chi arriva senza reti familiari.

Di particolare rilievo è stata la presenza delle istituzioni, a partire dagli enti pubblici patrocinatori e dall’assessore alle politiche sociali del Comune di Perugia Costanza Spera, che con il proprio intervento ha manifestato l’impegno dell’amministrazione nel promuovere politiche di inclusione e nel sostenere le reti territoriali che si occupano di accoglienza e integrazione. La partecipazione di rappresentanti della Provincia, di organismi di mediazione linguistica e culturale e di centri di servizio per il volontariato ha confermato la volontà di costruire un approccio davvero multidisciplinare, in cui il tema migratorio venga affrontato in chiave di diritti, servizi e partecipazione civica.

Nel corso del convegno è stato più volte ribadito il ruolo dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria, che da anni porta avanti una specifica attività di tutela e informazione rivolta ai consumatori migranti. L’associazione ha ricordato gli sportelli dedicati, i servizi di consulenza in più lingue, i percorsi informativi su contratti, bollette, servizi bancari, affitti, trasporti e digitalizzazione, pensati per intercettare le difficoltà che le persone straniere incontrano nell’accesso ai beni e ai servizi essenziali. Questa attività non è solo difesa individuale, ma anche costruzione di consapevolezza collettiva, perché un consumatore informato è meno esposto a truffe, abusi e discriminazioni.

Proprio in questa prospettiva è stata sottolineata la volontà dell’associazione di essere parte attiva di un più ampio processo di integrazione, collaborando con le istituzioni, le comunità straniere, le scuole, le realtà del volontariato e le altre associazioni presenti alla tavola rotonda. L’idea emersa con forza è che la tutela dei diritti dei consumatori migranti sia un tassello essenziale per garantire dignità, autonomia e piena cittadinanza sostanziale. Il convegno del 18 dicembre ha così rappresentato non un episodio isolato, ma una tappa di un percorso che negli anni ha visto crescere progetti, sinergie e responsabilità condivise, con l’impegno a proseguire e rafforzare queste azioni anche nei prossimi mesi.

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