Il bilancio europeo: nozioni di diritto ed esigenze concrete a confronto per il futuro quadro pluriennale 2021-2027

L’esercizio del potere di bilancio consiste nel fissare l’importo complessivo, la distribuzione delle spese annuali dell’Unione (e delle entrate necessarie a coprirle), nonché nel controllare l’esecuzione del bilancio stesso. Il Parlamento europeo e il Consiglio costituiscono congiuntamente l’autorità di bilancio.

In realtà, prima del 1970 solo il Consiglio aveva competenze in questo ambito, poiché il Parlamento svolgeva un mero ruolo consultivo. A partire dai trattati del 1970 e del 1975, invece, i rispettivi ruoli nella procedura di bilancio sono stati rivisti e, da ultimo, il trattato di Lisbona ha espressamente stabilito che il Parlamento e il Consiglio decidano su un piano di parità in merito all’intero bilancio.

In particolare, il TFUE definisce le tappe e i termini da rispettare. Tuttavia, le istituzioni approvano ogni anno anche un calendario “pragmatico” prima dell’inizio della procedura di bilancio, sulla base della prassi in vigore.

In breve, la proceduta di bilancio prevede in primis che la Commissione elabori il relativo progetto e lo sottoponga al Consiglio e al Parlamento non oltre il 10 settembre a norma dell’articolo 314 TFUE, paragrafo 2 oppure entro la fine di aprile o l’inizio di maggio, secondo il calendario pragmatico.

In secondo luogo, il Consiglio adotta la sua posizione sul progetto e la comunica al Parlamento non oltre il 10 ottobre a norma dell’articolo 314 TFUE, paragrafo 3 oppure entro la fine di luglio, secondo il calendario pragmatico.

Da questo momento, il Parlamento dispone di 42 giorni: entro tale termine potrà approvare la posizione del Consiglio o decidere di non deliberare – nel qual caso il bilancio si considera adottato – oppure potrà adottare emendamenti a maggioranza dei membri che lo compongono – in tale ipotesi, il progetto emendato verrà rinviato al Consiglio e alla Commissione -.

A questo punto della procedura il Presidente del Parlamento, d’intesa con il Presidente del Consiglio, convoca immediatamente una riunione del Comitato di conciliazione: a partire dal giorno della convocazione il Comitato, organo composto dai rappresentanti dei membri del Consiglio e da un numero equivalente di rappresentanti del Parlamento, avrà 21 giorni per giungere ad un accordo su un progetto comune da adottare a maggioranza qualificata dei membri del Consiglio (o dei loro rappresentanti) e a maggioranza dei rappresentanti del Parlamento.

Se il Comitato di conciliazione non dovesse giungere ad un accordo su un progetto comune entro il termine di 21 giorni, la Commissione sottoporrà un nuovo progetto di bilancio, mentre se entro tale termine il Comitato giungerà ad un accordo su un progetto comune, il Parlamento e il Consiglio disporranno ciascuno di 14 giorni di tempo per approvarlo.

 

La continuità nei finanziamenti europei

Cosa sta accadendo in questi giorni così concitati e difficili? Quale sarà il destino del quadro finanziario europeo?

Nella prima giornata della Plenaria da poco riunitasi i deputati del Parlamento europeo hanno approvato tre provvedimenti molto diversi tra loro che mostrano quanto l’Europa possa incidere in ogni aspetto della nostra vita quotidiana.

Il voto più importante ha riguardato indubbiamente la risoluzione con cui il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di presentare un piano di emergenza, piano volto a garantire la continuità dei finanziamenti europei entro il 15 giugno 2020.

La questione non è certamente di secondaria importanza, dato che c’è il rischio tangibile che a causa della pandemia da Covid-19 il prossimo bilancio dell’Unione europea a lungo termine – previsto per il periodo 2021-2027 – non entri in vigore il 1° gennaio 2021.

In sostanza, se non fosse approvato il nuovo bilancio verrebbe estesa la durata di quello attuale, ma fino ad un massimale già previsto che non coprirebbe il finanziamento di programmi che scadranno alla fine del 2020; in particolare, si tratterebbe del finanziamento dell’Erasmus o dei programmi di coesione e di ricerca.

La risoluzione, purtroppo, è un atto non vincolante. Tuttavia, essendo stata approvata a maggioranza, la Commissione europea dovrà presentare una proposta pertinente oppure informare il Parlamento sui motivi di una mancata proposta.

 

Le nuove norme per aumentare il riutilizzo dell’acqua

Gli eurodeputati, poi, si sono soffermati su un’ulteriore problematica: la scarsità d’acqua, questione che costituisce un problema crescente per un numero sempre maggiore di paesi dell’Unione. In effetti, circa il 17 per cento del territorio europeo risulta colpito da questo fenomeno che, durante l’estate, determina l’insorgere, per oltre la metà della popolazione degli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, un vero e proprio stress idrico.

Consapevole di ciò, il Parlamento europeo ha adottato un nuovo regolamento che definisce i parametri minimi in ordine all’utilizzo delle acque di recupero per scopi agricoli. Parliamo, esemplificando, delle acque reflue urbane che sono state bonificate all’interno di un impianto conforme ai requisiti richiesti ex lege: un modo sicuramente utile questo ad evitare agevolmente lo spreco di acqua dolce, soprattutto durante le ondate di calore.

Per esaustività di trattazione dobbiamo precisare che gli eurodeputati non hanno tecnicamente votato per approvare il regolamento. Si è trattato di una decisione adottata in via definitiva, senza votazione, in apertura di sessione, dato che nessuno ha presentato emendamenti alla posizione del Consiglio che aveva approvato l’atto in prima lettura. Pertanto, queste norme entreranno in vigore entro tre anni per consentire a tutti gli Stati membri di adeguarsi.

 

Le nuove etichette degli pneumatici

Sembrerebbe, prima facie, un voto ininfluente quello che ha, infine, riguardato quest’ultimo aspetto, eppure potrebbe far ridurre milioni di tonnellate di emissioni di CO2 ed aumentare notevolmente il fatturato nel settore manifatturiero. Si tratta del nuovo regolamento sull’etichettatura degli pneumatici che entrerà in vigore dal 1° maggio 2021 disponendo che le etichette per pneumatici di auto e camion dovranno essere visibili e ben esposte per i consumatori, anche online, nonché riportare un codice Qr che faciliti una celere scansione. L’obiettivo è “semplicemente” quello di informare i consumatori sul risparmio di carburante, sull’aderenza sul bagnato e sulla rumorosità degli pneumatici.

A questo scopo saranno inserite le informazioni relative al chilometraggio, all’abrasione e appunto all’aderenza su neve e ghiaccio. Infatti, proprio l’abrasione degli pneumatici che si verifica durante il loro utilizzo rappresenta una fonte significativa di microplastiche dannose per l’ambiente.

Anche in questo caso il regolamento è stato adottato in via definitiva, senza votazione, in apertura di sessione.

E per quanto concerne l’approvazione del prossimo bilancio? Quid facti?

Non ci resta che attendere i prossimi sviluppi!

 

Dott.sa Monica Lasala

 

e mercoledì 20 maggio ti aspettiamo al nostro seminario on line sui finanziamenti e bandi europei!

 

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