IL DIALOGO STRUTTURATO EUROPEO

Il Dialogo Strutturato europeo è lo strumento di mutua comunicazione tra giovani, organizzazioni, operatori/attori del mondo giovanile e responsabili delle politiche, creatoed utilizzato per costruire politiche concertate per le giovani generazioni.
Il dialogo strutturato con i giovani serve a condurre una riflessione comune permanente sulle priorità e l'attuazione della collaborazione europea nel campo delle politiche giovanili e sul seguito che ne viene dato. Comporta la consultazione regolare dei giovani e delle organizzazioni giovanili a tutti i livelli nei paesi dell'UE, nonché un dialogo tra i rappresentanti dei giovani e i responsabili politici in occasione delle conferenze europee organizzate dai paesi che detengono la presidenza di turno dell'UE e nel corso della settimana europea della gioventù. Il concetto di dialogo strutturato è stato lanciato con la pubblicazione del Libro Bianco sulla gioventù della Commissione europea (2001). Successivamente, questo è stato ribadito dall’accordo del Consiglio europeo sugli obiettivi comuni da raggiungere nel settore delle politiche giovanili, con particolare riferimento a quelli relativi al rafforzamento della partecipazione e della cittadinanza attiva dei giovani. Il Consiglio europeo dei Ministri della Gioventù lo ha ufficialmente adottato nel 2006.


ATTORI E FUNZIONAMENTO

Ogni 18 mesi il Trio di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea individua una priorità tematica che diviene oggetto del processo di consultazione dei giovani in ogni singolo  Stato membro. I giovani hanno così l’opportunità di esprimere la propria opinione  sull’argomento e contribuire a promuovere concrete raccomandazioni su possibili strategie e azioni politiche a partire dal proprio punto di vista; i "suggerimenti" emersi nel processo di consultazione vengono presentati in un documento politico alle istituzioni europee per la successiva adozione.
Responsabili dei processi di consultazione a livello nazionale sono i Gruppi di Lavoro Nazionale, composti da rappresentanti del Ministero competente, dei Consigli/Forum Nazionali dei Giovani e delle Agenzie Nazionali Erasmus+: Gioventù. Il Gruppo di Lavoro Nazionale mette in atto delle consultazioni su tutto il territorio, sottoponendo un ampio campione di giovani ad un questionario sulle principali tendenze, i bisogni, i problemi e gli obiettivi della popolazione giovanile. I risultati di queste consultazioni vengono inviate al Comitato Direttivo Europeo per il Dialogo Strutturato, composto da rappresentanti della Commissione europea, il Forum Europeo dei Giovani ed il Trio di Presidenza in carica, con il compito di coordinare l’intero processo, dalla definizione del questionario di consultazione fino alle raccomandazioni comuni e la presentazione della risoluzione al Consiglio dell’UE.
Il Comitato Direttivo Europeo per il Dialogo Strutturato raccoglie i risultati delle consultazioni nazionali, li esamina e li presenta nel corso delle Conferenze della Gioventù europee, che si svolgono in ogni semestre e riuniscono i giovani (al di sotto dei 35 anni) e i responsabili delle politiche giovanili di tutta l'UE al fine di alimentare il dibattito, proporre misure concrete per le politiche giovanili a livello nazionale ed europeo e raccomandazioni condivise da presentare in Europa.


VI CICLO DI DIALOGO STRUTTURATO

È stato inaugurato il 1° luglio e terminerà il 31 dicembre 2018. Sarà l’attuale trio di presidenza, composto da Estonia, Bulgaria e Austria, a condurre le riunioni a tutti i livelli nell'ambito del Consiglio europeo e a garantire la continuità dei lavori dell'UE. Il VI Ciclo di Dialogo Strutturato Europeo si focalizza sul tema prioritario “Youth in Europe: What’s next?” . Infatti, l’attuale Strategia Europea per la Gioventù si concluderà alla fine di quest’anno, nel 2018 ed il VI Ciclo appena iniziato rappresenta l’occasione per ripensare e migliorare ulteriormente il modo in cui l’Unione europea sta lavorando con i giovani e sulle questioni che li riguardano, per discutere sul comune progetto europeo e sulle prospettive future delle giovani generazioni.
La nuova Strategia Europea per la Gioventù, che partirà nel 2019, costituirà la tematica principale del VI Ciclo e dovrà essere il più possibile rispondente alle esigenze, ai diritti e alle aspirazioni dei giovani. Il VI Ciclo di Dialogo Strutturato Europeo indagherà, quindi, su cosa i giovani si aspettano dall’UE e offrirà un’ampia panoramica sulla partecipazione e sulle loro aspettative nell’ambito delle politiche giovanili intersettoriali a livello europeo. A tal fine, sarà di fondamentale importanza assicurare la partecipazione al processo di consultazione di un’elevata e ampia rappresentanza di giovani, con l’obiettivo di ottenere riflessioni, idee e raccomandazioni. Sin dall’avvio del processo di consultazione, infatti, i giovani insieme ai decisori politici potranno confrontarsi e promuovere proposte, al fine di assicurare che le raccomandazioni finali a conclusione del VI Ciclo influenzino concretamente la futura politica dell’Unione europea. Con l’obiettivo di ottenere dal processo di Dialogo Strutturato Europeo risultati immediati e tangibili.
Ad ottobre si è tenuta in Estonia la prima Conferenza della Gioventù dell'UE, dove è stato elaborato il questionario che darà l’avvio al processo di consultazione dei giovani in tutta Europa; entro febbraio 2018 i Paesi membri hanno inviato alla Commissione europea i dati finali del processo di consultazione a livello nazionale; la seconda e terza Conferenza della Gioventù dell’UE, in Bulgaria e Austria, avranno quindi il compito di elaborare la bozza di progetto della nuova Strategia Europea per la Gioventù, presentata tra maggio e giugno 2018, ed il documento finale che sarà adottato dal Consiglio dell’UE a conclusione del VI Ciclo.
Il ciclo antecedente a questo (V Ciclo) è durato dal gennaio 2016 al giugno 2017 ed è stato gestito dal Trio di Presidenza di Paesi Bassi, Slovacchia, Malta, con l’obiettivo di consentire ai giovani di impegnarsi in un’Europa diversa, connessa e inclusiva (il titolo completo, in inglese, è “Enabling all young people to engage in a diverse, connected and inclusive Europe - Ready for life, Ready for society”).


L’AZIONE CHIAVE 3 DEL PROGRAMMA ERASMUS PLUS

L’azione chiave 3 del programma Erasmus Plus (o Key Action 3, KA3) promuove la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica e incoraggia il dibattito su questioni riguardanti i temi e le priorità stabilite dal dialogo strutturato e dal rinnovato quadro politico nel settore della gioventù. Tale dibattito viene concretizzato da eventi in cui i giovani discutono i temi concordati tra di loro e con i decisori politici, gli esperti e i rappresentanti delle autorità pubbliche che si occupano del settore della gioventù.
I progetti sul dialogo strutturato possono svolgersi sotto forma di riunioni, conferenze, consultazioni ed eventi.
Questi eventi promuovono la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica in Europa e la loro interazione con i decisori politici. Come conseguenza di questi eventi, i giovani possono esprimere le loro opinioni (mediante la formulazione di posizioni, proposte e raccomandazioni) sul modo in cui le politiche nel settore della gioventù dovrebbero essere progettate e attuate in Europa.
Nell'ambito di questa azione, un progetto può comprendere una o più delle seguenti attività:
- riunioni nazionali e seminari transnazionali/internazionali che danno spazio all'informazione, ai dibattiti e alla partecipazione attiva dei giovani - nel dialogo con i
decisori politici - su questioni pertinenti il dialogo strutturato o la strategia dell'UE per la gioventù;
- riunioni nazionali e seminari transnazionali che preparano le conferenze ufficiali sulla gioventù organizzate ogni semestre dallo Stato membro che esercita la presidenza dell'Unione europea;
- eventi che promuovono il dibattito e l'informazione sui temi politici riguardanti la gioventù correlati alle attività organizzate durante la settimana europea della gioventù;
- consultazioni con i giovani, allo scopo di individuare le loro necessità sulle questioni relative alla partecipazione alla vita democratica (consultazioni online, sondaggi di opinione, ecc.);
- riunioni e seminari, eventi di informazione o dibattiti tra i giovani e i decisori politici/esperti nel settore della gioventù sulla questione relativa alla partecipazione alla vita democratica;
- eventi che simulano il funzionamento delle istituzioni democratiche e il ruolo dei decisori politici nell'ambito di queste istituzioni.
Le attività sono condotte da giovani partecipanti, che devono essere attivamente coinvolti in tutte le fasi del progetto, dalla preparazione al suo follow-up. I principi e le pratiche di apprendimento non formale sono presi in considerazione durante l'attuazione del progetto.


LE RACCOMANDAZIONI DEL V Ciclo

Il V Ciclo (gennaio 2016-giugno 2017) ha prodotto 8 raccomandazioni congiunte a livello europeo ed un toolbox.
Le 8 raccomandazioni uscite dalla Conferenza di Kosice (Slovacchia, ottobre 2016) discendono tutte dal tema prioritario del V Ciclo “Consentire a tutti giovani di impegnarsi in un’Europa diversa, connessa e inclusiva – Pronti per la vita, pronti per la società”. La necessità di attuarle e metterle in pratica a livello nazionale ed europeo ha indotto gli stakeholder ad elaborare un piano di azioni da intraprendere e da inserire in un “pacchetto di strumenti politici”, l’Implementation toolbox.
Ciascuna delle 8 raccomandazioni prevede risposte differenziate allo stesso set di domande:
– quali azioni possono essere intraprese?
– come intraprendiamo queste azioni?
– quali stakeholder e partner devono essere coinvolti?
– quanto tempo, quali fondi e persone sono necessari per compiere le azioni?
– quali misure o programmi di successo hanno ispirato le azioni?
– come possiamo sostenere e promuovere le azioni?

RACCOMANDAZIONE 1)

ACCESSO ALLA QUALITÀ E ALL’INFORMAZIONE CRITICA

1. Le istituzioni dell’UE e gli Stati membri dovrebbero sviluppare o attuare ulteriormente le politiche e le pratiche basate sull’evidenza che mirano a migliorare in modo costante le competenze dei giovani, affinché valutino criticamente ed elaborino le informazioni attraverso l’educazione formale e non formale.
2. Le istituzioni dell’UE e gli Stati membri, in cooperazione con le organizzazioni della società civile, dovrebbero sostenere i media guidati dai giovani che risultano trasparenti, indipendenti e diversi poiché contribuiscono a migliorare l’alfabetizzazione mediatica, il pensiero critico e analitico tra i giovani. La Commissione Cultura del Parlamento europeo e la Commissione europea sono invitati a tenere conto di questo aspetto e a rivedere Erasmus+, Europa per i cittadini, Europa creativa e gli altri programmi interessati.

Tra le azioni da intraprendere citiamo la creazione di una tessera per giovani giornalisti associata ad una carta deontologica, che può offrire riconoscimento ai giovani che forniscono contenuti informativi e dare loro accesso a:

  • attività di formazione condotte dalle organizzazioni giovanili e dal settore dell’informazione per i giovani;
  • fondi per la realizzazione di progetti giovanili legati alla creazione di media.

Stakeholder e partner da coinvolgere: Commissione europea, autorità nazionali, organizzazioni e animatori giovanili, centri di informazione per i giovani.

RACCOMANDAZIONE 2)

GIOVANI SOTTO PRESSIONE: COSTRUIRE LA RESILIENZA E LA FIDUCIA IN SE STESSI

1. Visto che la richiesta di agire e ed operare in maniera competitiva sta crescendo sempre più nei contesti educativi, le autorità nazionali competenti devono garantire che i giovani abbiano tempo e spazio per attività che li aiutino a costruire resilienza, autoconsapevolezza e fiducia in se stessi.
2. Le autorità nazionali competenti dovrebbero implementare l’educazione sul benessere e la salute mentale, sia per mezzo del sistema di istruzione formale sia attraverso quello non formale. L’obiettivo è rompere lo stigma tramite la sensibilizzazione e rendere capaci i giovani di mantenere la loro salute mentale e di comunicare con i loro coetanei su questo tema.

Tra le azioni da intraprendere citiamo un kit di primo soccorso per la salute mentale.
Stakeholder e partner da coinvolgere: ministeri dell’istruzione e della salute, consigli dei giovani nazionali e locali, organizzazioni giovanili, ONG, ricercatori, animatori giovanili, formatori.

RACCOMANDAZIONE 3)

OLTRE LA PAURA E L’INTOLLERANZA – SPERIMENTARE LA DIVERSITÀ

1. Le autorità nazionali ed europee dovrebbero accrescere i finanziamenti ed il supporto istituzionale allo sviluppo di programmi locali e scambi a livello nazionale, per consentire a tutti i giovani di avere una connessione diretta con altri giovani provenienti da background e realtà diverse, in modo da rafforzare le competenze interculturali, affrontare la discriminazione, promuovere l’empatia e la solidarietà e sperimentare i benefici della diversità.
2. Affinché tutti i giovani possano vivere in un’Europa diversa, l’Unione europea e le autorità nazionali competenti devono ampliare o sostenere i programmi di sviluppo e formazione per insegnanti e comunità scolastiche, al fine di creare un ambiente sicuro ed inclusivo in cui i giovani possano sviluppare competenze per superare la paura e la discriminazione.
Tra le azioni da intraprendere citiamo la creazione di figure di collegamento:

  •  le organizzazioni locali che desiderano espandere la portata dei propri servizi e programmi ad una popolazione diversificata dovrebbero investire tempo e denaro, sostenuti dai governi, nell’individuazione e supporto a figure che fungano da collegamento e creino connessioni tra un ampio spettro di gruppi sociali.

Stakeholder e partner da coinvolgere: organizzazioni locali, governi nazionali e locali, organizzazioni ombrello.

RACCOMANDAZIONE 4)

VERSO UN SISTEMA EDUCATIVO CHE REALIZZI IL POTENZIALE DEI GIOVANI

1. Chiediamo l’impegno di tutti gli Stati membri affinché garantiscano i servizi di orientamento e consulenza che consentono a tutti i giovani di svilupparsi e trovare il loro percorso nella vita attraverso tutte le fasi del processo di educazione e istruzione.
2. L’istruzione non riesce a fornire ai giovani le capacità/abilità pratiche necessarie alla società moderna. Esortiamo tutti gli Stati membri ad incoraggiare l’inclusione di capacità/abilità pratiche di vita nel sistema di istruzione, in modo che i giovani possano partecipare in modo attivo a società diverse e nei posti di lavoro.

Tra le azioni da intraprendere citiamo l’introduzione, per gli studenti delle scuole, di modalità che consentano di sperimentare in pratica il mondo del lavoro e acquisire abilità pratiche di vita durante il loro percorso di educazione formale.
Stakeholder e partner da coinvolgere: lavoratori, ONG, volontari, per la ricerca ed il monitoraggio di buone prassi e per seguire l’implementazione di un manuale nazionale.

RACCOMANDAZIONE 5)

PROMUOVERE L’IMPEGNO DEI GIOVANI NELLA SOCIETÀ, IN PARTICOLARE DEI GRUPPI VULNERABILI

1. Le istituzioni educative e gli stakeholder locali, in collaborazione con i giovani, dovrebbero fornire un supporto su misura “tailor-made”, un servizio accessibile, e creare spazi per un’interazione significativa, in modo che tutti i giovani possano scoprire e abbracciare la propria identità ed il proprio valore. Questa è la base per costruire una fiducia reciproca tra i giovani di diversa estrazione.
2. La Commissione europea e gli Stati membri dovrebbero garantire che ogni giovane, indipendentemente dalla propria situazione personale e sociale, possa avere accesso e impegnarsi liberamente in attività di volontariato. Dovrebbe essere garantito l’impegno, ad esempio nelle organizzazioni giovanili, per creare un senso di appartenenza e per responsabilizzare i giovani in quanto cittadini.

Tra le azioni da intraprendere citiamo l’introduzione di mini borse/finanziamenti per mini progetti di giovani incentrati sui gruppi vulnerabili.
Stakeholder e partner da coinvolgere: cogestione di giovani e stakeholder per accompagnare il processo, dal bando alla selezione delle domande, fino all’allocazione dei fondi.

RACCOMANDAZIONE 6)

RICOSTRUIRE LA FIDUCIA DEI GIOVANI NEL PROGETTO EUROPEO

1. La Commissione europea ed il Forum europeo della gioventù dovrebbero collaborare per capire ed analizzare in che modo i giovani accedono alle comunicazioni da e su l’UE e sviluppare una strategia di comunicazione per informarli sull’UE e su come incidere positivamente sul progetto dell’UE.
2. Per superare la distanza tra i giovani e l’UE e le sue politiche dovrebbero essere organizzati i Festival europei della gioventù nazionali e/o regionali in tutti gli Stati membri, in collegamento con le iniziative europee. Questi festival, che mettono insieme attività sociali, politiche e culturali, dovrebbero riunire i giovani provenienti da contesti diversi e promuovere l’apprendimento ed il dibattito sull’UE, le sue opportunità e le sue politiche, assicurando al contempo la possibilità di divertirsi insieme.

Tra le azioni da intraprendere citiamo l’organizzazione di Festival europei della gioventù nell’ambito del Dialogo Strutturato Europeo con i giovani.
Stakeholder e partner da coinvolgere: gruppi di lavoro nazionali, consigli nazionali dei giovani, organizzazioni giovanili, scuole, animatori giovanili, politici, ministeri della gioventù, Agenzie nazionali Erasmus+, Commissione europea, rappresentanti del Parlamento negli Stati membri.

RACCOMANDAZIONE 7)

UN PROGRAMMA DI MOBILITÀ: OCCUPAZIONE ED ISTRUZIONE PER TUTTI

1. Gli Stati membri e la Commissione europea dovrebbero intensificare gli sforzi per superare gli ostacoli all’accesso dei giovani alla mobilità. L’accesso ai programmi di mobilità dovrebbe essere semplificato e meglio adattato alle diverse esigenze dei giovani. È necessario fornire informazioni e orientamento per diffondere la consapevolezza delle opportunità di mobilità.
2. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero creare un quadro giuridico per il riconoscimento e la convalida delle competenze acquisite attraverso i programmi di mobilità a livello nazionale ed europeo. Ciò garantirà non solo un accesso paritario alle diverse opportunità di apprendimento, ma validerà anche le competenze conseguite e contribuirà all’inclusione sociale dei giovani.

Tra le azioni da intraprendere citiamo la creazione di un programma per ambasciatori a livello di scuola secondaria che impieghi i giovani che hanno partecipato ad un progetto di mobilità all’estero.
Stakeholder e partner da coinvolgere: Erasmus+, per promuovere e fornire supporto finanziario al programma attraverso le Agenzie Nazionali; la scuola secondaria, per facilitare l’operatività del programma in cooperazione con le Agenzie nazionali.

RACCOMANDAZIONE 8)

ANIMAZIONE SOCIOEDUCATIVA E ORGANIZZAZIONI GIOVANILI PER TUTTI

1. Gli Stati membri e la Commissione europea dovrebbero promuovere e sostenere spazi virtuali e fisici dedicati all’animazione socioeducativa giovanile di qualità, in modo da rispondere ai bisogni e agli interessi di tutti i giovani.
2. La Commissione europea e gli Stati membri dovrebbero stanziare finanziamenti sufficienti affinché l’animazione socioeducativa e le organizzazioni giovanili siano in grado di attuare un’animazione giovanile sostenibile, accessibile, significativa per tutti i giovani.

Tra le azioni da intraprendere citiamo l’animazione giovanile di qualità in tutta Europa.
Stakeholder e partner da coinvolgere: Commissione europea, consigli nazionali dei giovani, organizzazioni giovanili, giovani ricercatori, datori di lavoro, associazioni di animazione socioeducativa.
Il pacchetto di strumenti e misure da adottare offre ai giovani l’opportunità di esserne protagonisti sia in forma diretta sia indiretta. Propone, inoltre, azioni concrete da compiere e una sorta di guida su come renderle operative e dargli concretezza nei differenti contesti di applicazione. Il toolbox rappresenta una sorta di novità ed un primo passo verso un’Europa diversa, connessa e inclusiva.

Implementation Toolbox per le Raccomandazioni - V Ciclo Dialogo Strutturato europeo con i giovani