Acquisti, l’UNC segnala all’Antitrust gli sconti “farlocchi” di alcune grandi catene (bonus, alcuni consigli)

L’UNC ha segnalato all’Antitrust e al ministero delle Imprese e del Made in Italy alcune grandi catene, soprattutto di prodotti di elettronica, per la non corretta applicazione della recente direttiva Omnibus, che prevede che ad ogni annuncio di riduzione di prezzo vada indicato anche il prezzo precedente.

Finiscono all’Antitrust gli sconti “farlocchi”: così l’Unione Nazionale Consumatori, che ha segnalato all’Antitrust e al ministero delle Imprese e del Made in Italy alcune grandi catene, soprattutto di prodotti di elettronica, “per la non corretta applicazione della recente direttiva Omnibus, ossia del decreto legislativo 7 marzo 2023, n. 26, che ha previsto che ad ogni annuncio di riduzione di prezzo vada indicato anche il prezzo precedente, ossia il prezzo più basso applicato dal professionista negli ultimi trenta giorni”.

Sconti “farlocchi”, le segnalazioni dei consumatori

Molti consumatori ci hanno segnalato che alcune grandi catene indicano come in offerta prodotti che hanno un prezzo identico a quello precedente, con sconto quindi pari allo zero per cento. In un caso il prezzo scontato era addirittura superiore a quello vecchio.

In altri casi, invece di indicare il prezzo precedente espongono un fantomatico prezzo consigliato o dal produttore o non si sa da chi. Infine c’è chi abbonda, esponendo addirittura 3 prezzi, di vendita, precedente e consigliato, con le relative percentuali di sconto, generando così solo confusione, dato che il consumatore deve confrontare ben 5 indicazioni invece di 3. L’opposto, insomma, di quello che prevede il Codice del Consumo, secondo il quale si deve agevolare il raffronto dei prezzi.

L’associazione di consumatori ha chiesto, quindi, all’Antitrust di accertare la correttezza di queste pratiche commerciali, mentre al Mimit di emanare apposita circolare sulla direttiva Omnibus per evidenziare l’interpretazione erronea, contra legem, dell’art. 17 bis del Codice del Consumo, evidenziando che, valendo per gli “annunci di riduzioni di prezzo“, non può ovviamente applicarsi laddove la riduzione non c’è nemmeno, essendo pari a zero. Inoltre il secondo prezzo va sempre accompagnato dalla parola “Precedente” o “Prezzo più basso degli ultimi 30 gg“, mentre il “Prezzo consigliato” non è conforme alla normativa.

Black Friday, garanzia e diritto al ripensamento

Il vostro nuovo smartphone non dovrebbe abbandonarvi così presto! Che si tratti del Black Friday o di qualsiasi altra promozione si ha il diritto di avere prodotti che durino nel tempo, anche quando si acquista in forte sconto. Infatti, i prodotti acquistati nell’UE sono comunque sempre coperti dalla garanzia legale di conformità: questo significa, ad esempio, che lo smartphone acquistato con il 50% di sconto non potrà durare la metà del tempo e se dovesse risultare difettoso entro due anni dall’acquisto, si ha il diritto di ottenere la riparazione, la sostituzione o il rimborso.

Da ricordare, inoltre, che se alla consegna ci si accorge che il prodotto acquistato non è quello desiderato ci si può avvalere del diritto di recesso, comunicando per iscritto al venditore la volontà di restituire il prodotto entro 14 giorni, senza dover fornire una motivazione. Tuttavia, è importante fare attenzione: il diritto di ripensamento è escluso dalla legge per alcuni prodotti o servizi, come, per esempio, viaggi prenotati online, beni deperibili (come il cibo) e articoli personalizzati (come un mobile su misura).

Attenzione ai metodi di pagamento

I negozi online hanno la libertà di scegliere i metodi di pagamento da mettere a disposizione dei loro clienti. Attenzione, però, a quelli che ne accettano solo alcuni o, che pur offrendo diverse modalità di pagamento inducono ad effettuare i pagamenti con bonifico bancario, per mezzo di sconti o giustificando la limitazione con momentanei malfunzionamenti: potrebbe trattarsi di venditori poco affidabili.

Inoltre è meglio evitare siti che applicano spese aggiuntive per pagare con carta di credito, bonifico o addebito diretto SEPA: la legislazione europea vieta l’applicazione di commissioni.

Per tutelarsi è preferibile optare per il pagamento con carta di credito. Vi è così la possibilità di annullare transazioni non autorizzate o autorizzate per importi differenti, attraverso la procedura di chargeback, evitando preoccupazioni legate a truffe o addebiti errati. Alcune carte di credito prevedono, inoltre, tutele aggiuntive per chi acquista, come il rimborso in caso di mancata consegna o di prodotto difettoso. Pertanto, se il problema non si risolve direttamente con il venditore, si può contattare l’istituto emittente della carta di credito e verificare la possibilità di ottenere un rimborso.

Troppo bello per essere vero

Chi non si è mai imbattuto in un negozio online che vende un’infinità di prodotti appartenenti ad una altrettanta infinità di categorie a prezzi incredibilmente bassi e con disponibilità illimitate? Nel peggiore dei casi ci si è imbattuti in un fake shop, dal quale ci si vedrà consegnare un prodotto scadente o proprio nulla. Oppure è possibile che si tratti di siti che praticano il cosiddetto dropshipping, ossia un modello di vendita con il quale il venditore vende un prodotto ad un utente finale, senza però possederlo materialmente nel proprio magazzino.

La pratica di per sé è lecita, ma spesso comporta svantaggi per i clienti. Infatti, i prodotti solitamente provengono dall’Estremo Oriente, con ritardi nei tempi di consegna e complicazioni in caso di reso o dell’esercizio della garanzia legale. Inoltre, tali prodotti non sempre rispettano gli standard europei di sicurezza”.

Attenzione anche ai dark patterns: una tattica molto diffusa nel mondo digitale, che utilizza nei siti web messaggi del tipo “quasi esaurito”, “dieci altre persone hanno scelto questo prodotto” o “rimangono solo 3 articoli”. Strategie di marketing che mirano a influenzare le scelte del consumatore, spingendolo ad effettuare un acquisto frettoloso e non consapevole. È essenziale riconoscere queste pratiche, che sono considerate scorrette, non lasciarsi convincere dalla pressione e prendersi tutto il tempo necessario per verificare che si tratti effettivamente di un buon affare.

Black Friday, non perdere di vista la salute dell’ambiente

L’ultimo consiglio riguarda la tutela ambientale: il Black Friday spesso ci spinge ad un modello di consumo “usa e getta”, contribuendo all’incremento delle emissioni di CO2 dovute alle spedizioni online. In altre parole, è un giorno nero per l’ambiente. Lasciare nei magazzini i prodotti di cui non si ha bisogno è una vittoria per l’ambiente e per il portafoglio.

A questi consigli si aggiungono anche: diffidare da chi ci contatta tramite email, sms per chiederci informazioni personali con un senso di pericolo o di urgenza imminente, creando ad hoc storie inventate, con l’obiettivo di indurci a cadere nella trappola dei criminali informatici. È importante difendersi non rispondendo ad alcun messaggio e non cliccando sui link allegati ai messaggi. Nessuna banca infatti invierebbe un messaggio tramite smartphone per aggiornare le informazioni del conto o modificare il Pin di accesso allo stesso.

Stesso discorso per i messaggi dei pacchi in spedizione: nessuna ditta di distribuzione invierà messaggi da numeri sconosciuti o anonimi senza indicare numeri di spedizione e numeri di ordini.

È bene, inoltre, tenere un approccio cauto, verificando il numero o l’indirizzo da cui provengono le richieste e il contenuto delle email e non condividere mai alcun dato personale al telefono, anche quando la persona che ci rassicura dall’altra parte del telefono ci sembra affidabile.

Al momento dell’acquisto, inoltre,  dare priorità a siti web certificati e di verificare che il sito sia protetto dalla raffigurazione del lucchetto accanto il link della pagina visitata e dal certificato Https, l’esistenza del negozio fisico, il numero di p.iva o di codice fiscale, della sede legale.

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