UNC informa – Arredamento: mobili ordinati e mai consegnati? Ecco come difendersi

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Arredamento: mobili ordinati e mai consegnati? Ecco come difendersi

Il mercato della vendita di arredamento è uno dei settori nei quali gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori ricevono il maggior numero di reclami da parte di cittadini che, dovendo arredare la propria abitazione, ordinano mobili, camerette, cucine e restano inutilmente in attesa della consegna. Non a caso, proprio ieri sera ho partecipato alla trasmissione televisiva “Mi Manda Rai3” alla quale numerosi cittadini si sono rivolti per denunciare casi di vere e proprie truffe su arredi ordinati e mai consegnati.

Questa escalation negli ultimi anni è dovuta principalmente a due fattori: il permanere della crisi che effettivamente mette in difficoltà molte imprese che non riescono ad onorare i contratti; ma d’altra parte c’è anche un proliferare di raggiri. In questo caso il serio rischio è che il mobilificio, dopo aver ricevuto un buon nuomero di ordini (e incassato le relative caparre da parte dei clienti), chiuda per fallimento.

In molti ci scrivono per sapere come difendersi, quindi può essere utile qualche consiglio: la prima attenzione da avere è quella di distinguere, tra le molte offerte sul mercato, quelle sospette. Per far ciò, possiamo individuare alcuni indizi che devono aiutarci a metterci in guardia. Per esperienza sappiamo, infatti, che l’operatore scorretto decide generalmente di investire in campagne pubblicitarie molto aggressive: il mobilificio comincia col tappezzare la zona di cartelloni molto allettanti, distribuisce volantini, lascia messaggi nella nostra buca delle lettere. Generalmente questo marketing fa leva su argomenti che conosciamo ormai molto bene: “vendita sottoscosto”, “liquidazione totale”, “ingrosso”, “finanziamenti agevolati”, “preventivo gratuito”, “regaliamo gli elettrodomestici”, “garanzia decennale”, etc, etc.

Ecco, non sempre tutte queste promesse possono essere mantenute: l’operatore scorretto è abilissimo nel mettere fretta al potenziale acquirente, spiega che questi vantaggi saranno disponibili solo per un tempo limitato e riesce in questo modo a ottenere il versamento di una somma di denaro a garanzia dell’ordine.

Ed allora come difendersi? Detto delle cose da non credere della pubblicità, una volta individuato un venditore sarà bene fare un giro in Camera di Commercio per verificare da quanto tempo la società è operante sul mercato (in questo può aiutare anche  internet per scoprire eventuali lamentele pregresse); all’atto del contratto è bene indicare un termine essenziale per la consegna degli arredi, specificando (eventualmente anche con una aggiunta a penna sull’ordine) che oltre tale data il contratto si intenderà risolto.

Capitolo pagamenti: su questo bisogna fare davvero molta attenzione! La richiesta di versare una caparra troppo alta (ad esempio oltre il 30% del totale dell’ordine) può essere sospetta. In ogni caso è sempre meglio che questo pagamento sia qualificato come “caparra” (e non come “acconto”), così da richiedere indietro il doppio in caso di inadempimento del venditore. Ricordarsi di pagare con un metodo tracciabile: bonifico, carta di credito o assegno possono andare, anche se (può sembrare strano) le più ampie garanzie le offre la stipula di un finanziamento. In questo caso, qualora ad esempio il venditore dichiari fallimento, il consumatore potrà interrompere il pagamento delle rate ed anche recuperare quelle già versate!

In ultimo i soliti consigli di comportamento per i consumatori: reclamare sempre per iscritto, non limitarsi alla protesta verbale o telefonica e, in caso di dubbio, rivolgersi agli sportelli di assistenza dell’Unione Nazionale Consumatori.