Manipolazione Euribor, «rivalsa» su swap e mutui

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Manipolazione Euribor, «rivalsa» su swap e mutui

I possibili effetti dopo la condanna Ue (1,5 mld) di sette banche straniere. Intervista all’avv. Marco Rossi, presidente del comitato scientifico di Alma Iura

Plus24 – 31/12/2016

Dopo la condanna del 7 dicembre scorso da parte dell’Antitrust europeo di altre tre banche internazionali per aver partecipato a un cartello volto a manipolare (dal settembre del 2005 al maggio del 2008) il mercato dei derivati indicizzati all’Euribor, si apre il fronte dei possibili riflessi sugli swap stipulati dallo Stato italiano e sui mutui sottoscritti dagli investitori privati. Sono questi i risvolti che potrebbero interessare sia i contribuenti, sia i risparmiatori italiani dopo la chiusura dell’indagine (che ha portato a sanzioni complessive per oltre 1,5 miliardi per il solo Euribor) iniziata nel 2011 dalla Commissione Antitrust europea. Ma andiamo con ordine.
I fatti
Il 18 ottobre 2011 l’Authority Ue ha aperto un’indagine per un sospetto cartello vietato tra sette banche attive nel mercato dei derivati indicizzati all’Euribor (con riflessi dunque su tutti gli strumenti finanziari legati al tasso variabile europeo). Il 4 dicembre 2013 la Commissione ha sanzionato — per oltre un miliardo di euro — quattro banche (Barclays, Deutsche Bank, Société Générale e Royal Bank of Scotland) per l’illecita manipolazione del tasso interbancario europeo. Ci sono però voluti quasi tre anni affinché venisse pubblicato il testo della condanna (28 ottobre 2016), emendato di ogni informazione confidenziale che potesse danneggiare le banche sanzionate. Infine, il 7 dicembre scorso è arrivata l’ulteriore condanna (il cui testo non è ancora stato pubblicato) di altre tre banche (Crédit Agricole, Hsbc e Jp Morgan) per 485 milioni di euro.
i riflessi sui derivati di Stato
Se, da una parte, la manipolazione dell’Euribor (e del “cugino” Libor, come accertato dalle autorità americane e inglesi) è cosa certa, dall’altra ci si domanda quali potrebbero essere i riflessi sui derivati stipulati dallo Stato italiano (a fine 2015 150,891 miliardi di nozionale di cui 108,282 miliardi di Irs di duration, ovverossia Irs in cui lo Stato paga il fisso e riceve il variabile, al fine di allungare la duration del debito).
Come emerge dal Rapporto sul debito pubblico 2015, il valore di mercato (mark to market) dei derivati diversi da quelli di copertura era, al 31 dicembre 2015, negativo per lo Stato italiano per 38,872 miliardi di euro (31,527 miliardi soltanto per gli Irs di duration). Già di per sé, l’accertata manipolazione dell’Euribor avrebbe dovuto spingere il Governo del nostro Paese a svolgere indagini per verificare eventuali danni per l’Italia. A maggior ragione se risultasse che le banche manipolatrici sono le stesse con cui l’Italia ha stipulato i derivati indicizzati all’Euribor (si veda «Plus24» del 23 maggio 2015). A quanto risulta a «Plus24», nessuna iniziativa in questo senso sembra essere stata svolta oppure resa pubblica.
i riflessi sugli investitori
Ma le accertate manipolazioni dell’Euribor che riflessi hanno sui mutui e sugli swap sottoscritti da investitori privati? «Purtroppo — risponde l’avvocato Marco Rossi, managing partner dello studio legale e tributario Rossi Rossi & Partners di Verona — il provvedimento di condanna non indica se le manipolazioni siano avvenute al rialzo e/o al ribasso, in quali giorni e di quanto. Per i clienti che hanno stipulato un mutuo ciò rende difficile verificare se vi sia stato un danno nonché quantificarlo. Alcuni sostengono che il tasso (Euribor e spread) sarebbe nullo, dal 2005 al 2008, e si dovrebbero applicare i tassi sostitutivi di legge. In questo caso — continua Rossi —, le banche italiane citate in giudizio dai clienti potrebbero rivalersi sulle banche manipolatrici».
Per quanto riguarda invece i derivati stipulati dagli investitori privati con le banche che quotavano l’Euribor manipolato? «Si potrebbe eccepire — conclude l’avvocato — la nullità in quanto nei contratti aleatori (come appunto i derivati) nessuna delle due parti deve poter essere in grado d’influire sull’evento incerto ovverossia sull’andamento del tasso» (si veda «Plus24» del 4 agosto 2012, ndr).