Tatuarsi? Alcuni consigli….

tatuaggio

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha comunicato i risultati di un’indagine condotta tra le persone “tatuate”. Il “tatuaggio” è una moda che in Italia coinvolge circa 7 milioni di persone; soltanto una piccola percentuale lo fa per necessità come, ad esempio correggere difetti di pigmentazione della pelle, oppure a seguito di terapie che deturpano la pelle. Il tatuaggio è un intervento invasivo sulla cute che prevede una lesione cutanea e l’inserimento di sostanze chimiche estranee nella pelle. Proprio per questi motivi può essere fatto soltanto da esperti “tatuatori” riconosciuti dalle Autorità Sanitarie e che debbono seguire procedure indicate dal Ministero della Salute.

Si tratta di procedure molto rigide che richiedono l’utilizzazione di strumenti che danno la massima garanzia igienico sanitaria in ambiente con caratteristiche simili alle sale chirurgiche.

Purtroppo però oltre il 13 % dei “tatuandi” si rivolge a centri o persone non autorizzate e che non forniscono tali garanzie.

Come ogni intervento medico o chirurgico, il “tatuaggio” comporta dei rischi che debbono essere segnalati a chi vi si sottopone mediante la sottoscrizione di un “consenso informato”. Se chi si sottopone all’intervento è un minore, il consenso informato deve essere sottoscritto dai genitori o da chi ne fa le veci.

E’ stato osservato che circa il 3 % delle persone “tatuate” ha avuto delle reazioni avverse e si tratta di reazioni di non poco conto;  di questi circa l’80 %  ha avuto delle manifestazioni allergiche alle sostanze chimiche impiegate per l’intervento.  Per il resto ha avuto dolorabilità, granulomi, ispessimenti cutanei ed anche infezioni sistemiche o locali.

Prima di effettuare il tatuaggio è bene controllare la presenza o meno di nevi: nelle zone dove fossero presenti non si debbono praticare. Senza voler fare troppo allarmismo è comunque necessario ricordare che i nevi non dovrebbero essere incisi o comunque lesi per il rischio di degenerazione in melanomi.

Problemi potrebbero verificarsi anche nelle donne in gravidanza o in lattazione e per questo motivo l’ISS ne sconsiglia l’applicazione.

Chi desidera tatuarsi dovrebbe quindi ricorrere a personale e strutture che danno le necessarie garanzie igienico sanitarie per ridurre al minimo i rischi sanitari.

Dovrebbe anche considerare che l’eventuale rimozione dei tatuaggi è piuttosto complessa e molto più fastidiosa della loro applicazione. Insomma il tatuaggio non può essere considerato come un vestito da indossare e cambiare in funzione della moda, ma qualcosa da tenere per tutta la vita.

 

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

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