“STRESS TEST” BANCHE E CONSEGUENZE PER I RISPARMIATORI

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Come è noto, la pubblicazione dei stress test della BCE ha messo in evidenza la bocciatura di Banca Carige e del Monte dei Paschi di Siena. Molti risparmiatori si sono chiesti quali conseguenze possono derivare riguardo ai propri portafogli, soprattutto in merito a operazioni finanziarie effettuate nelle due banche “bocciate” dalla BCE.
Il risultato dello stress test, dal punto di vista pratico, ci dice che le due banche, a differenze delle concorrenti, non sono in grado di affrontare un nuovo scenario di collasso dell’economia analogo a quello che si è verificato nel 2007-2008 quando si registrò il crack del colosso bancario americano della Lehman Brothers. Per immunizzarsi entrambi gli istituti finanziari dovranno rafforzare i propri attivi di bilancio per 2,9 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi per Mps e 814 milioni per Carige).
In tal proposito occorre distinguere tra la posizione dei correntisti, azionisti e obbligazionisti. I correntisti possono dormire sonni tranquilli per giacenze fino a 100.000 euro, in quanto godono della protezione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositanti, anche se in caso di default della Banca non mancherebbero i disagi (basta ricordare i conti bloccati di 30 mila clienti a seguito del fallimento di Banca Network Investimenti).
Qualche problema in più vi è per gli azionisti. L’aumento di capitale – necessario a ricapitalizzare le due banche – determina, infatti, un deprezzamento del prezzo dei titoli a seguito dell’aumento dei titoli in circolazione. Secondo un indagine dell’inserto Plus del Il Sole24ore dal giugno del 2009 ad oggi, su 24 operazioni a carattere fortemente diluitive, ben 22 hanno comportato significative perdite per i risparmiatori.
Meno preoccupante, ma non scevra di incognite, la posizione degli obbligazionisti. L’incertezza riguardo alla solidità finanziaria della banca potrebbe determinare un ribasso, se pur contenuto, del prezzo delle obbligazioni. Discorso a parte per le obbligazioni subordinate. Questi titoli, pur avendo un rendimento superiore alle altre obbligazioni, presentano un rischi superiore, variabile a seconda della tipologia legale e corrisponde ad un rendimento superiore alla norma. In alcuni casi, il rischio è legato unicamente al fatto che, in caso di fallimento della banca, il portatore viene soddisfatto dopo gli altri creditori (ed in particolare dopo i possessori di obbligazioni senior). Tuttavia, l’investitore potrebbe subire perdite (in certi casi irrecuperabili) anche qualora la banca non diventi insolvente ma semplicemente per il fatto di trovarsi in qualche difficoltà operativa.
Paolo Polimanti

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

 

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