Stop alle telefonate: quelle indesiderate che ci fanno proposte commerciali

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A quanti di noi sarà capitato di imprecare per la telefonata indesiderata di un venditore che vuole a tutti i costi convincerci dell’opportunità di cambiare il nostro operatore telefonico o il fornitore di energia?

Se vi è capitato di farli parlare (io li fermo subito spiegando che non posso trattenermi al telefono) avrete notato che questi solerti agenti di vendita sono abilissimi nel raccontare di fantasmagorici risparmi, offerte imperdibili, offerte supervantaggiose. Peccato però che si tratti (quasi sempre) di promesse di pulcinella: e se li avete fatti parlare è molto probabile che siete tra quelli che hanno maledetto il giorno in cui avete deciso di dar retta a quel “povero ragazzo” dall’altra parte del telefono che “in fondo sta solo facendo il suo mestiere”.

Infatti la colpa non è certo dell’addetto alle chiamate, ma delle aziende che li “formano” con l’imperativo di fare nuovi contratti. E pazienza se nel perseguire l’obbiettivo si racconta qualche bugia al povero consumatore, no?

Perché torniamo a parlare del tele-selling? Perché in questi giorni giunge la notizia che, proprio grazie alle segnalazioni delle associazioni dei consumatori, l’Autorità Antitrust ha cominciato a indagare sul fenomeno, avviando cinque procedimenti istruttori nei confronti di Fastweb, Vodafone Omnitel, Telecom Italia, H3g e Sky Italia. Nei procedimenti viene ipotizzata la possibile violazione delle nuove disposizioni in vigore dal 13 giugno 2014 che introducono specifici requisiti di forma per la validità delle vendite tramite telefono (il consumatore dovrebbe ricevere una conferma scritta del suo ordine).

Sarebbero già state svolte ispezioni nelle sedi delle società di Roma e Milano con l’ausilio del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza: insomma, sembra davvero una buona notizia, a otto mesi dall’entrata in vigore della Direttiva “Consumers Rights” che ha modificato il Codice del Consumo con garanzie più incisive per i consumatori. Se queste aziende non hanno fatto nulla per mettere a norma i propri processi di vendita a distanza, adesso rischiano pesanti sanzioni!

Quindi ben venga l’intervento dell’Autorità in uno dei settori (lo sa bene chi si è trattenuto al telefono con l’occasionale venditore) che destano più irritazione nei consumatori. Del resto perché dobbiamo essere disturbati con modi invadenti nella privacy domestica o sul nostro numero di cellulare?

Autore: Massimiliano Dona

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

 

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