Separazione e divorzio: la strada dell’affido condiviso

affido condiviso

Separazioni e divorzi in Umbria, rimanere genitori e affido condiviso: ne parlano gli illustri relatori invitati dall’Unione Nazionale Consumatori Umbria al convegno organizzato domani 18 novembre, presso la Sala della Vaccara (partecipazione gratuita, tre crediti formativi dell’Ordine degli Avvocati di Perugia).
Come recentemente osservato dall’ISTAT e ripreso da Repubblica, gli italiani si sposano sempre di meno e preferiscono sempre più le unioni di fatto, che dal 2008 a oggi sono raddoppiate. Lo certifica l’Istat nel suo rapporto su matrimoni, separazioni e divorzi all’anno 2014. Le coppie che convivono sono oltre un milione, di queste 641.000 sono formate da partner che non si sono mai sposati, un numero dieci volte superiore a quello registrato nel 1994. Un trend a cui corrisponde un costante calo dei matrimoni: nel 2014 ne sono stati celebrati 189.765 matrimoni, circa 4.300 in meno rispetto all’anno precedente e, soprattutto, con una flessione media di oltre 10mila matrimoni annui nel quinquennio 2009-2013.

Nel complesso, dal 2008 al 2014 le nozze sono diminuite di circa 57.000 unità. In Umbria nel 2014 sono stati celebrati 2.640 matrimoni con un indice di nuzialità del 2,9 per mille. Il calo è netto se si pensa che nel 2004 erano stati 3.772 con un indice del 4,4. Il calo, secondo l’Istat, è costante dagli anni ’70, ma negli ultimi anni è rallentato nel contesto nazionale con alcune eccezioni: dal 2008 al 2014 il calo più forte è stato registrato in Sardegna (-5,7%), in Umbria e nelle Marche (-4,9%).

Quanto alla minore propensione al primo matrimonio, secondo l’Istituto di statistica “è da mettere in relazione con i mutamenti sociali che da alcuni decenni si vanno progressivamente diffondendo e amplificando da una generazione all’altra, determinando eterogeneità nelle modalità e posticipazione dei tempi di costituzione della famiglia. Ad articolare i percorsi familiari è in particolare la diffusione delle unioni libere, che in alcuni casi rappresentano una fase di preludio al matrimonio, ma che possono anche ricoprire un ruolo ad esso del tutto alternativo”.

Meno matrimoni, sposi sempre più “maturi”. Si raffredda, dunque, la propensione a sposarsi. Nel 2014 sono stati celebrati 421 primi matrimoni per 1.000 uomini e 463 per 1.000 donne, valori inferiori rispettivamente del 18,7% e del 20,2% sul 2008. Il calo arriva al 25% per la primo-nuzialità sotto i 35 anni. Al primo matrimonio si arriva ormai sempre più “maturi”. Nel 2014 gli sposi hanno in media 34 anni e le spose 31 (entrambi un anno in più rispetto al 2008). Il 34,2% dei matrimoni in Umbria vengono oggi svolti in regime di comunione dei beni (nel 2004 erano il 44,5%) e nel 18,1% dei casi almeno uno dei due coniugi era straniero (nel 2004 erano il 16,3%). L’età media del primo matrimonio va alzandosi: oggi è di 35,3 anni per l’uomo e 32,1 per la donna (nel 2004 erano 32,9 e 30,1). Sfiora il 10%, poi, la percentuale di sposi alle loro seconde nozze. In Umbria il mese in cui ci si sposa di più è giugno (493), seguito da settembre (445), luglio (430), agosto (348) e maggio (280). Quello meno gettonato novembre (45 di cui solo 2 religiosi), seguito da gennaio (48) e febbraio (53).

Divorzi e separazioni in assestamento. Per quanto riguarda l’instabilità coniugale, i dati del 2013 e del 2014 mettono in luce una fase di “assestamento” del fenomeno. Nel 2014 le separazioni sono state 89.303 e i divorzi 52.335, le prime in leggero aumento e i secondi in lieve calo rispetto all’anno precedente (rispettivamente +0,5% e -0,6%). Ma bisogna ricordare che negli ultimi vent’anni le separazioni sono aumentate del 70,7% e i divorzi sono quasi raddoppiati. Le ragioni di questa battuta d’arresto “sono diverse – spiega l’istat – e possono essere ricondotte a effetti di struttura della popolazione (meno matrimoni e quindi potenzialmente meno divorzi), congiunturali e normativi. La congiuntura economica sfavorevole può verosimilmente agire da deterrente nello scioglimento dei matrimoni, che com’è noto comporta spesso un rischio di peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie”.

Aumenta l’età in cui ci si divide. L’età media alla separazione è di 47 anni per i mariti e 44 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge, rispettivamente, 48 e 45 anni. Nel 2000, il maggior numero delle separazioni ricadeva sia per i mariti sia per le mogli nella classe 35-39 anni. Questo innalzamento dell’età alla separazione è in parte il risultato della sempre maggiore propensione allo scioglimento delle unioni di lunga durata, ma soprattutto di un processo di invecchiamento complessivo della popolazione dei coniugati, dovuto alla posticipazione del matrimonio. Il 76,2% delle separazioni e il 65,4% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli. Nell’89,4% delle separazioni di coppie con figli i genitori hanno scelto l’affido condiviso. La separazione arriva in media dopo 16 anni, ma in caso di matrimoni recenti la durata diminuisce fino a 10 anni.

Cresce la propensione alla rottura. Per ottenere una misura della propensione alla rottura dell’unione coniugale al netto degli effetti di struttura occorre rapportare, per ciascuna durata di matrimonio, le separazioni o i divorzi registrati in un anno di calendario all’ammontare iniziale dei matrimoni della coorte di riferimento (anno in cui si sono celebrate le nozze). A partire dalla metà degli anni Novanta questi indicatori fanno registrare una progressiva crescita della propensione a interrompere una unione coniugale: nel 1995 si verificavano in media circa 158 separazioni e 80 divorzi ogni 1.000 matrimoni, nel 2014 le separazioni sono 320 ed i divorzi 180. In Umbria il valore del tasso è più che triplicato, arrivando a oltre 300 separazioni ogni mille matrimoni (nel 1995 si era sotto ai 100).

Spesso le coppie in rotta che non trovano una soluzione condivisa si ritrovano a litigare per le più piccole ripicche, utilizzando i figli come armi contro l’altro, visto ormai come nemico… e da qui nei casi più tristi si arriva ad eventi più o meno eclatanti di stalking…
L’Unione Nazionale Consumatori Umbria ha attivato un percorso di mediazione sociale (progetto medi@zione, finanziato dalla Regione Umbria), che prevede anche percorsi di mediazione familiare ed attività di cura della genitorialità.

– Rimanere genitori, anche in costanza di una separazione non è indubbiamente semplice. Anche la normativa non sembra nella prassi d’ausilio, ad esempio nel caso della gestione dei figli minori. Sono passati nove anni dall’entrata in vigore della legge n. 54 del 2006:il convegno dell’UNC UMBRIA vuole presentare monitoraggi, ricerche ed analisi critica della giurisprudenza, di merito e di legittimità, per verificare l’applicazione della norma, anche rispetto alle novità del d. lgs. n. 154 del 2013 –

Infine, una novità è stata utilizzata tantissimo: il nuovo “divorzio all’italiana”: sono decine e decine le domande pervenute negli uffici dell’anagrafe comunale. Questo iter, semplice e veloce, una pura formalità, consente alle coppie che non hanno figli, e senza patrimoni da dividere, di sciogliere la propria unione con la compilazione di un modulo e la successiva registrazione da parte del comune di residenza dell’avvenuto scioglimento. Qualche problema può presentarsi per i requisiti, che in alcuni casi mancano: spesso, infatti, capita che coppie con figli minori, o su cui persistono divergenze patrimoniali, si presentino direttamente in comune, per compilare il modulo che consentirebbe loro di accedere alla pratica “semplificata”. Ma la risposta, in una simile eventualità, non potrebbe che essere negativa: la legge impone la cosiddetta “negoziazione assistita”, un accordo scritto, preparato con l’assistenza di due legali, uno per parte, che viene poi trasmesso alla Procura entro dieci giorni, per un parere favorevole o contrario. Solo dopo questo passaggio la coppia “separanda” potrà recarsi in comune per completare la procedura.

18 novembre 2015 – Ora 15.00/18.00
Sala della Vaccara Corso Vannucci, 19 – Palazzo dei Priori
(partecipazione gratuita, iscrizione segreteria@consumatoriumbria.it)
15.00 registrazione partecipanti
Saluti delle Autorità
Damiano Marinelli – presentazione del convegno e progetto Genitorialità – Medi@zione
15.30 Ilenia Pietracalvina – moderatrice dell’incontro
16.00 Angelo Garofalo – stalkingin famiglia e tutela dei più deboli
16.30 Luciano Natale Vinci – il contesto normativo e giurisprudenziale di riferimento
17.15 Fabio Nestola – l’affidamento condiviso: tra applicazione disomogenea e strategie di deroga
18.00 Tavola rotonda con i partecipanti – Chiusura lavori
– Prof. Avv. Damiano Marinelli – Presidente Unione Nazionale Consumatori Umbria
– Dott. Angelo Garofalo – Presidente ADOC Umbria, responsabile progetto stalking
– Dott.sa Ilenia Pietracalvina – Giornalista professionista RAI, Radio Televisione Italiana
– Avv. Luciano Natale Vinci – Avvocato del foro di Matera, esperto della materia, Cultore di diritto privato
– Prof. Fabio Nestola– Presidente della Federazione Nazionale Bigenitorialità, già membro Direttivo Nazionale della rete educativa FIORE (Federazione Italiana Organismi e Reti Educative, Forum Nazionale del Terzo Settore) Responsabile per le politiche dell’infanzia – Direttore Centro Studi ECPAT, network internazionale a tutela dell’infanzia con sede centrale a Bangkok – 76 sedi nel mondo, ECPAT agisce su mandato ONU (ECOSOC) – membro Comitato Scientifico Centro Studi antiviolenza “Giasone”, Roma – portavoce nazionale Stati Generali Giustizia Familiare
In collaborazione con:progetto MEDI@ZIONE:Laboratori di sostegno alla genitorialità nelle scuole- Sportello di Ascolto genitorialità UNC / Finanz. Reg. Umbria – (coordinatori psicologo dott. Simone Casucci- sociologo dott. Emanuele Principi, anche giudice onorario del Tribunale per i minorenni dell’Umbria).
Con il patrocinio di: ADOC, ALI, AMCI E CMI

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

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