Sacchetti biodegradabili: amici o nemici dell’ambiente?

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L’Europa Informa
(rubrica sui temi europei per i consumatori curata da Europe Direct Umbria Cesar)

 

Il 28 aprile il Parlamento Europeo ha approvato la Direttiva (UE) 2015/720 sull’uso dei sacchetti di plastica. Gli Stati Membri dovranno fissare degli obiettivi per ridurre il consumo di buste di plastica con uno spessore inferiore ai 50 mircron. Questo sarà fatto scegliendo tra due opzioni: adottando misure per ridurre il consumo medio annuo di sacchetti di plastica (90 sacchetti leggeri per cittadino entro il 2019 e a 40 entro il 2025); oppure, garantendo che, entro il 2018, i sacchetti leggeri non siano più forniti ai consumatori a titolo gratuito. Questa cosa però a noi italiani non risulta una novità: sono molti anni che al supermercato non troviamo più i sacchetti di plastica per fare la spesa. Sarà quindi per noi cittadini più facile abituarci a quanto stabilito dalla Direttiva riuscendo così ad inquinare il meno possibile. Rimane però ancora una questione aperta: siamo veramente sicuri che con i nostri sacchetti biodegradabili non stiamo inquinando? Ebbene bisogna fare attenzione al termine “biodegradabile” perché questo sta ad indicare materiali con tassi di biodegradabilità diversi e non il fatto che quel sacchetto non sarà dannoso per l’ambiente. I sacchetti biodegradabili che troviamo al supermercato sono ottenuti da plastiche convenzionali addizionate con speciali additivi di degradazione che garantiscono l’ossidazione sotto la luce o al calore. L’effetto finale però è una frammentazione delle plastiche in pezzetti più piccoli che possono rimanere dispersi nell’ambiente. La Commissione Europea a questo punto, produrrà entro il 2017 misure di etichettatura e marcatura per il riconoscimento in tutta Europa di sacchetti di plastica “realmente biodegradabili”. Noi consumatori possiamo quindi stare tranquilli che il sacchetto non inquinerà l’ambiente, ricordandoci però che è auspicabile l’utilizzo delle buste che si riusano, magari in tela o stoffa.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

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