Occhio ai “topi di appartamento”

ladri furti

Un recente studio del Censis rileva che i furti in abitazione negli ultimi dieci anni sono cresciuti del 126,7% e sono aumentate anche le rapine in abitazione, con violenza o minaccia ai proprietari.

Oltre a comuni accorgimenti come chiudere accuratamente porte e finestre, preferire una porta blindata e, se possibile, installare una cassaforte e un antifurto, qualche suggerimento utile viene dall’Arma dei Carabinieri (www.carabinieri.it) :

– scrivere sulla targhetta solo il cognome che identifica la famiglia e non quante persone abitano l’appartamento;

– evitare la classica copia delle chiavi sotto lo zerbino o in un vaso vicino la porta, non sono posti sicuri;

– non incaricare nessuno di duplicare le chiavi di casa ma provvedere personalmente;

– non far sapere a tutti se si vive da soli o che si è in partenza, né informare sconosciuti dei propri spostamenti e degli orari abituali;

– vale sempre il vecchio metodo di lasciare una luce o  la radio accese se si esce per poco tempo, in modo da mostrare all’esterno che la casa è abitata. La luce è sempre un buon detraente per i ladri, per questo l’ingresso e le zone più buie andrebbero ben illuminate; interruttori e lampade vanno protetti con le grate per impedire che qualcuno possa disattivare la corrente o rompere il vetro;

– ricordare che i primi posti esaminati dai ladri sono gli armadi, i cassetti, i vestiti, l’interno dei vasi, i quadri, i letti ed i tappeti, dunque meglio non nascondere nulla di valore in posti così scontati e per ogni eventualità avere una fotocopia di tutti i documenti e degli atti importanti;

– non dimenticare mai che i primi alleati sono i vicini, quindi anche in tempi in cui il buon vicinato è raro e molto spesso si va troppo di fretta per coltivare i rapporti sarebbe bene conoscere chi ci abita vicino ed instaurare un rapporto perlomeno cortese. La dirimpettaia impicciona può essere il miglior antifurto quando nota qualcosa di strano o qualcuno che si aggira minaccioso nei dintorni;

– nel caso si notino “stranezze” bene chiamare 112 (Arma dei Carabinieri), 113 (Polizia di Stato) e 117 (Guardia di Finanza) anche solo per un controllo di routine.

di Simona Volpe

 

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

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