L’acqua bene pubblico, il piombo e le minerali…

spreco

Bere molta acqua, questo è l’imperativo durante le giornate di canicola estiva. E, come di consueto, scatta la guerra commerciale per farci comprare acqua minerale in bottiglia. Certo ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze, ma non facciamone una questione di sicurezza alimentare, visto che l’acqua erogata dai nostri rubinetti è sicura, attentamente controllata e rimane la prima scelta per dissetarci. Ovviamente non viene mesa in discussione la qualità e la sicurezza delle acque minerali che però hanno dei costi decisamente più elevati. Quindi a ognuno la sua scelta, purchè non si faccia terrorismo psicologico a danno dei consumatori.

Negli ultimi anni i cittadini hanno seguito con molta attenzione la problematica relativa all’arsenico e le discussioni sorte in merito alle misure intraprese per evitare di superare i limiti indicati dalla UE. Adesso si comincia a parlare di contaminazione da Piombo (Pb) perché, a partire dal 2013, il limite è di 10 microgrammi/litro. Si tratta di un tetto molto rigoroso suggerito dall’OMS in quanto si ritiene che concentrazioni superiori con esposizioni prolungate possano risultare dannose per il sistema nervoso, per quello cardiovascolare e persino avere effetti negativi per la fertilità (si tratta ovviamente di un limite prudenziale il cui rispetto garantisce la sicurezza totale dell’acqua potabile).

Vediamo da dove nasce il problema: in passato gran parte delle tubazioni che portavano l’acqua nelle nostre case erano di piombo e il pericolo della contaminazione era reale. Successivamente si è proceduto alla sostituzione delle tubazioni e il pericolo è quasi scomparso, anche se, soprattutto nei centri storici, la sostituzione non è avvenuta in modo completo e, seppur raramente, esistono piccoli tratti in piombo. In questi casi basta il ristagno di qualche ora per provocare una contaminazione dell’acqua.

I gestori della distribuzione dell’acqua potabile ne debbono garantire la purezza fino al momento della immissione nella rete idrica domestica, ma in caso di perplessità i cittadini possono richiedere alla ASL di intervenire. E’ bene ricordare che non è necessario ricorrere a laboratori privati (anche se recentemente siamo arrivati all’assurdo che persino un’Associazione di consumatori, sta proponendo analisi a pagamento!!!)

E’ opportuno ribadire che l’acqua potabile dei nostri rubinetti è sicura quanto le acque minerali, ma è più conveniente per noi e per l’ambiente: una volta di più non si spiega perché gli italiani siano i primi nel mondo per consumo di acqua in bottiglia.

Tutta colpa della pubblicità o contribuiscono anche le citate campagne di terrorismo psicologico su fantomatici rischi per la salute pubblica?

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economic

 

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