IL RISPARMIO DEGLI UMBRI, i consumatori a confronto

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IL RISPARMIO DEGLI UMBRI, i consumatori a confronto
Unione Nazionale Consumatori Umbria
CONVEGNO venerdì 6 novembre ore 15.00
Sala partecipazione, Regione Umbria – piazza Italia – PERUGIA

 

A seguito della giornata ACRI sul risparmio di fine ottobre (91ª Giornata Mondiale del Risparmio), l’Unione Nazionale Consumatori Umbria ha organizzato un Convegno che si terrà venerdì 6 novembre alle 15.00 dal titolo “Investire in tempi di crisi e tutela del risparmiatore”, presso la sala della Partecipazione della Regione Umbria (Piazza Italia, Perugia).

La crisi si sente ancora ma, sebbene l’80% degli italiani continui a percepirla come grave e ritenga che durerà almeno altri 5 anni, spaventa sempre meno, e soprattutto viene sempre più percepita come un qualcosa che riguarda “gli altri”.

Ciononostante, una famiglia su quattro risulta direttamente colpita dalla crisi (cioè in famiglia un soggetto almeno ha perso il lavoro, o non è stato retribuito, o ha dovuto cambiare lavoro, o infine ha dovuto accettare condizioni peggiorative), nel 2014 il dato era leggermente peggiore. Il 55% degli italiani è però abbastanza o molto soddisfatto della propria situazione economica, e vi è una certa propensione all’ottimismo in prospettiva, rispetto alla situazione degli anni precedenti.

Rispetto alla domanda “lei ritiene sia meglio investire pensando al futuro oppure sia meglio investire sulla qualità della vita attuale” il 49% si è espresso per il futuro, contro un 45% per la situazione attuale, nel centro le due percentuali sono sostanzialmente identiche. A molti anni dall’introduzione dell’euro, il 71% degli italiani risulta insoddisfatto.

Rispetto al risparmio, i cittadini si comportano sostanzialmente in due modalità: fanno dei risparmi ma senza troppe rinunce (48%) e non vive tranquillo se non mette da parte dei risparmi (42%). Un 8% vive invece da “cavalletta”, preferendo godersi la vita presente senza pensare al risparmio.

Combinando l’andamento del risparmio delle famiglie italiane nell’ultimo anno e le previsioni per il 2016, la ricerca delinea sei gruppi:

FAMIGLIE CON TREND DI RISPARMIO POSITIVO – Hanno risparmiato nel 2015 e lo faranno di più o nella stessa misura nel 2016: sono il 27%, in forte crescita dal 20% del 2014.
FAMIGLIE CON RISPARMIO IN RISALITA – Hanno speso tutto senza fare ricorso a risparmi passati o a debiti ma nei prossimi mesi contano di risparmiare di più: sono il 6% contro il 4% del 2014.
FAMIGLIE CHE GALLEGGIANO – Hanno speso tutto senza fare ricorso a risparmi passati o a debiti e pensano che lo stesso avverrà nel 2014, o hanno fatto ricorso a risparmi/debiti ma pensano di risparmiare di più nei prossimi 12 mesi: sono il 26% contro il 22% del 2014.
FAMIGLIE CON IL RISPARMIO IN DISCESA – Sono riuscite a risparmiare ma temono di risparmiare meno nel 2016: sono l’8% contro l’11% del 2014.
FAMIGLIE IN CRISI MODERATA DI RISPARMIO – Hanno consumato tutto il reddito e nel 2016 temono di risparmiare meno: sono il 9% contro il 16% del 2014.
FAMIGLIE IN CRISI GRAVE DI RISPARMIO – Hanno fatto ricorso a risparmi accumulati o a debiti e pensano che la situazione sarà identica o si aggraverà nel 2016: sono il 18% contro il 21% del 2014.

Nell’ambito del progetto Medi@azione per la genitorialità, le sedi dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria in Regione hanno sostanzialmente osservato le medesime dinamiche, anche se in Umbria si registrano maggiori difficoltà, sia a livello di percezione che a livello di effettiva diminuzione del reddito, che è andato a limitare o rendere assente il risparmio.

Il 41% però nell’ultimo anno non è riuscito a risparmiare, spendendo tutto quanto il guadagnato, solo il 37% ci è riuscito, addirittura il 16% ha dovuto intaccare il risparmio precedentemente accumulato e il 6% ha dovuto far ricorso a prestiti. Il 22% delle famiglie è in saldo negativo. Il 23% non riuscirebbe a far fronte ad una spesa imprevista di 1.000 euro senza ricorrere a prestiti, e il 59% non riuscirebbe a far fronte ad una spesa di 10.000 euro.

Il 61% tiene i propri risparmi “liquidi”, contro un 34% che li investe. Alla domanda poi quale investimento ad oggi preferirebbe, abbiamo le seguenti risposte:
– strumenti finanziari ritenuti più sicuri (risparmio postale, obbligazioni e titoli di Stato) b35%
– immobili 29%
– nessuno (spendere o mantenerli liquidi) 27%
– strumenti finanziari più a rischio 9%

In Umbria il “mattone” risulta essere l’investimento preferito (anche se oggi gravato con una tassazione spesso di sfavore).

I risparmiatori considerano in maggioranza non efficaci le leggi, le regole ed i controlli che tutelano il risparmio in Italia (58%, contro un 42% che invece le ritiene efficaci). Anche per questo il 66% di chi ha risorse mantiene una forte preferenza per la liquidità e chi investe lo fa solo con una parte minoritaria dei propri risparmi.

In generale la composizione dei portafogli resta costante: si riduce di un punto la quota di italiani possessori di certificati di deposito e di obbligazioni (9%), di titoli di Stato (7%) e di fondi comuni di investimento (13%); si riducono di 2 punti i possessori di azioni (6%), mentre crescono di un punto coloro che dichiarano di aver sottoscritto assicurazioni sulla vita o fondi pensione (25%) e i possessori di libretti di risparmio (23%).

Per quanto riguarda i consumi, continua la contrazione. Le loro spese si indirizzano soprattutto verso elettronica e telefonia, prodotti alimentari e spese per l’auto. Rimane ancora poco fruito il fuori-casa, anche se il saldo complessivo per viaggi e vacanze, pur negativo di -43 punti percentuali, è in netto miglioramento rispetto al dato di -54 del 2014. Così è anche per il comparto ristoranti, bar e pizzerie, la cui frequentazione negli ultimi 2-3 anni si è ridotta per il 51% degli italiani, mentre solo il 6% dichiara di averla incrementata e il 43% di averla tenuta costante: il saldo negativo tra chi ha incrementato e chi ha ridotto è di -45 punti percentuali, ma è meno negativo rispetto al -55 dell’anno scorso. Lo stesso vale per cinema, teatro e concerti, la cui frequentazione si è ridotta per il 48% degli italiani, con un saldo negativo tra incrementi e diminuzioni di -43 punti (era -51 nel 2014). Anche vestiario, abbigliamento e accessori registrano un saldo negativo di -33 punti, ma è molto inferiore a quello del 2014 (-45 punti); così per libri, giornali e riviste, il cui saldo negativo passa da -28 a -20; per la cura della persona da -28 a -21; per i giochi e le lotterie, da -25 a -18. Molto significativa è la riduzione di negatività nel settore dell’auto e dei trasporti, e le informazioni sulle nuove immatricolazioni nel 2015 sostengono l’evidenza: il saldo negativo passa da -22 punti a -6. Prodotti alimentari e per la casa ed elettronica e elettrodomestici evidenziano saldi poco problematici e molto migliori rispetto a quelli del 2014: registrano un saldo negativo rispettivamente di -5 e -3 punti percentuali, molto lontani dal -18 di entrambi dello scorso anno. Telefono e telefonia tornano in positivo, con un saldo positivo di 8 punti percentuali (-7 nel 2014). Nei medicinali, infine, non c’è crisi che tenga: continuano ad essere acquistati sempre di più. Coloro che ne hanno incrementato il consumo (il 29%) sono assai più di coloro che lo hanno ridotto (il 10%); il saldo è decisamente positivo e in linea con il 2014 (+19 punti percentuali nel 2015, +20 nel 2014).
Questi dati, sostanzialmente, sono concordanti con quanto i nostri responsabili delle sedi dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria in tutta la Regione osservano ogni giorno avendo un contatto quotidiano con i cittadini umbri.
In questi giorni l’attenzione dell’UNC Umbria si è concentrata sulle problematiche bancarie e legate ai finanziamenti, un tema di grande attualità anche nella nostra regione con piccole realtà di consumatori-investitori che vengono ciclicamente “sconvolte” da indagini capaci di spazzare via le certezze del piccolo risparmiatore.

Tra le domande dei consumatori che si rivolgono agli Sportelli dell’Unc ci sono quelle riguardanti le condizioni di vendita, la pubblicità spesso ingannevole, le modalità non proprio ortodosse di alcune vendite, le clausole a dir poco “strane”. per non parlare delle problematiche rispetto al recupero crediti (chiamate a tutte le ore e, anche qui, spesso modalità non ortodosse e legali… anche rispetto alla privacy del consumatore). Per questo l’Unc ha già organizzato una giornata di incontro (il 23 ottobre scorso), dal titolo “La tutela del consumatore-utente verso gli istituti di credito ed istituti finanziari”.

“L’obiettivo dell’incontro del 6 novembre – spiega il Prof. Avv. Damiano Marinelli, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria – è quello di fornire al risparmiatore una bussola per orientarsi nel mondo degli investimenti, non solo finanziari, a fronte di un cambiamento epocale del mercato e delle esigenze dei risparmiatori a seguito della crisi economica e finanziaria degli ultimi anni. In un paese come quello italiano – conclude il Presidente Marinelli – che registra uno delle più bassi livelli alfabetizzazione finanziaria tra i paesi occidentali, si rende sempre più urgente per le famiglie italiane dotarsi di una metodologia per affrontare i mercati rispondente alle proprie esigenze”.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

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