C’è ancora chi crede alle acque della salute

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Se un’azienda viene sanzionato dall’Autorità Antitrust per pubblicità ingannevole ci si aspetterebbero che questo spot non fosse più in circolazione e invece…”Uliveto e Rocchetta sono acque della salute”, ne siete proprio sicuri?

Certi ritornelli della pubblicità ci entrano nella testa: anche un bambino ricorda che Uliveto e Rocchetta sono acque della salute. Peccato che non sia vero! Lo slogan pubblicitario è infatti stato censurato a più riprese dal Giurì per l’Autodisciplina pubblicitaria e dalla Autorità Garante della concorrenza e del mercato, intervenuta nuovamente in questi giorni.

Ma se i ritornelli pubblicitari ci sono entrati nella testa è forse anche per la scarsa efficacia del sistema sanzionatorio. Insomma la notizia è proprio questa: come è possibile che sia ancora in circolazione uno slogan dichiarato a più riprese illegittimo?

La prima censura  risale a 10 anni ed è firmata dal Giurì che riteneva scorretto lo slogan “Le acque della salute“, perché attribuiva alle acque minerali un requisito di superiorità inesistente rispetto alle altre marche. I manager di Rocchetta e Uliveto hanno però continuato ad utilizzare lo slogan limitandosi a togliere l’articolo “le”. Come ricorda “Il Fatto Alimentare” (che ha segnalato numerosi messaggi) nonostante la furberia sia stata smascherata, la società produttrice è andata avanti imperterrita con campagne apparse sui principali quotidiani, dove Rocchetta e  Uliveto fanno sempre riferimento ai benefici per la salute.

Negli anni la pubblicità di questa acqua minerale è stata censurata anche dall’Antitrust che ha anche sanzionato anche la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) che supportava con il proprio logo i messaggi pubblicitari.

Secondo l’Antitrust, la pubblicità è scorretta innanzitutto per l’uso in sé del logo Fimmg e della dicitura “La Federazione Italiana Medici di Famiglia e Uliveto e Rocchetta insieme per la salute della famiglia” e di espressioni simili. Secondo l’Autorità garante, infatti, “l’enfatico richiamo alla federazione dei medici di famiglia e, quindi, nella percezione del consumatore, alla figura del medico di famiglia, appare un elemento idoneo ad indurre i consumatori a fare un particolare affidamento sulla caratteristica di prodotti salutari e sulle proprietà salutistiche che vengono attribuite alle acque Uliveto e Rocchetta”. Eppure non risulta che sia stata effettuata, prosegue l’Autorità, una specifica procedura di controllo scientifico delle acque minerali pubblicizzate.

L’Antitrust afferma inoltre che delle proprietà salutistiche attribuite a Uliveto e Rocchetta, solo alcune risultano provate dalla documentazione e autorizzate dal Ministero della Salute – quali gli effetti sulla digestione dell’acqua Uliveto e quelli diuretici di Rocchetta – mentre proprietà ulteriori (in particolare claim quali “aiuta a combattere l’osteoporosi”, “ristabilisce l’equilibrio idrico minerale alterato dopo l’attività fisica” per Uliveto, “aiuta a prevenire la calcolosi urinaria”, “aiuta a mantenere i reni puliti” per Rocchetta), risultano non autorizzati e quindi scorretti. Da qui la sanzione.

Per completezza di informazione, sottolineiamo che le dette aziende hanno depositato ricorso al TAR contro tale decisione.

Ma nella sostanza gli spot non sono cambiati ...

Facile spiegare, quindi, che si tratta di brand ancora molto noti che vendono 500 milioni di bottiglie ogni anno, anche grazie a questa pubblicità martellante e ingannevole.

Ecco perché vale la pena di chiedersi a che servano norme di protezione di matrice europea se poi nel concreto gli operatori scorretti continuano a raccontare frottole ai consumatori… E’ il tema dell’enforcement, cioè della capacità di un Paese di rendere effettiva la protezione del consumatore.

Il Governo Renzi dovrebbe farsene carico…

Proprio in questi giorni la UE ha lanciato una campagna televisiva sui diritti dei consumatori: tra questi quello di non essere ingannati dalla pubblicità, ma in Italia, il caso delle “acque della salute” dimostra che c’è ancora molto da fare. Intanto però ciascuno di noi puoi restare convinto di “digerire meglio e vivere in forma”.

 

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

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