Carta fedeltà quanto mi costi

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Ci raccontano che con le Carte fedeltà si possono accumulare sconti e regali. Qualcuno crede forse di poter resistere alla crisi iscrivendosi a questi programmi promozionali. Forse è il caso di fare attenzione a quel che diamo in cambio!

Le conosciamo tutti, queste tesserine plastificate con il logo del venditore, un bel catalogo ricco di premi, sconti e buoni acquisto: bastano pochi secondi per riempire un modulo alla cassa di un supermercato, ma anche presso altri punti vendita che le propongono ai clienti per fidelizzarli e… raccogliere dati. Già, è proprio questo il punto: il commerciante chiede in cambio qualcosa di grande valore, i nostri dati.

Il mercato delle carte fedeltà oggi è ancora più insidioso grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie: dobbiamo dimenticare la vecchia raccolta punti con i talloncini da incollare sulla tabella di cartone perché oggi ci troviamo davanti a raffinati programmi multi-partner (che oltre ai tradizionali supermercati riguardano i distributori di carburante, le compagnie aeree, la paytv e molto altro) in  cui l’accredito dei punti avviene su un conto elettronico. In qualche caso queste tessere fedeltà sono vere e proprie carte di credito o, peggio, finanziamenti mascherati con interessi “mostruosi”..

Certo non voglio negare che qualche volta i vantaggi delle carte fedeltà possono essere reali, l’importante è che non si degeneri in una dipendenza per cui alcuni consumatori comprano in maniera compulsiva pur di accaparrarsi un inutile premio.

Senza contare l’importanza della tutela della privacy! Quando si compila il questionario per ottenere la tessera fedeltà si trovano molte caselle da barrare: con la prima si acconsente a fornire i dati anagrafici per ricevere la carta, con la seconda si accetta di ricevere le offerte promozionali e con la terza si permette che le proprie abitudini siano registrate per le ricerche di mercato. Soltanto la prima, dunque, è obbligatoria, ma spesso la cassiera del supermercato non ce lo dice!.

Attenzione, quindi quando si aderisce ad un programma fedeltà a non farsi prendere dalla fretta: è bene leggere con calma il contratto (assicurandosi, ad esempio, che non ci siano clausole vessatorie (spesso si trova scritto che il commerciante ‘non assicura la disponibilità dei premi’); non acconsentire a tutte le opzioni sulla privacy presenti (se non si vuole ricevere spamming) e verificare la consistenza dei premi (controllando che non si tratti di prodotti di seconda scelta o fuori commercio).

Autore: Massimiliano Dona

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

 

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