“BAIL IN” E LEGITTIME PERPLESSITA’ DEI CONSUMATORI

truffe soldi

Sorge spontaneo chiedersi in questi giorni di tanta risonanza mediatica in cosa consista esattamente il “Bail in” e quale ripercussione abbia sulla tutela del consumatore e soprattutto se possa in qualche modo minarla.
Ebbene, mentre il “Bail-out” sintetizza un concetto di salvataggio dall’esterno, che si verifica quando un Governo decide di intervenire con le proprie risorse finanziarie al fine del recupero di un sistema bancario, il “Bail-in”, sulla scorta di apposita direttiva europea, è uno strumento che grava sui creditori delle banche quando queste ultime versano in condizioni economiche difficoltose.
La direttiva quadro europea BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive), sancisce che nei casi di rischio default di una banca, lo Stato non debba intervenire immediatamente ma si debbano trovare soluzioni diverse all’interno della banca attraverso, ad es, l’uso di una convenzione forzata delle obbligazioni emesse oppure, nell’ipotesi in cui non fosse sufficiente, mediante la conversione dei saldi di deposito sui conti correnti.
In sintesi, la Banca prima di invocare aiuti esterni ad essa, è legittimata ad intervenire con i soldi dei correntisti/azionisti/obbligazionisti (oggetto di esclusione del “Bail-in” risultano, tuttavia, i conti correnti che sono tutelati dal sistema di garanzia dei depositi ossia quelli che ammontano ad una cifra non superiore a 100.000 euro) per far fronte alla propria situazione di emergenza, potendo trattenere delle riserve addizionali.
Pertanto, la Banca in difficoltà, appare legittimata alla svalutazione di azioni e crediti e nella conseguente conversione in azioni per tamponare il dissesto interno ad essa e per ricapitalizzare il sistema.
Numerosi sono i dubbi dei consumatori che temono che la banca presso la quale hanno acceso un contratto di conto corrente, possa, a loro insaputa utilizzare il proprio denaro per salvare la propria azienda.
Un attento risparmiatore potrebbe temere, ad esempio, ciò che è accaduto a Cipro, visto che in quel frangente è stata forzosamente prelevata sui conti correnti dei risparmiatori una cifra pari a 4,2 miliardi di dollari senza che oltretutto tale occorso fosse stato sufficientemente denunciato dai mass-media.
Si avverte, quindi, tra i consumatori, alla luce dell’applicazione della suddetta direttiva comunitaria, recepita dall’Italia a luglio del corrente anno, un legittimo allarmismo che si teme possa sfociare in vero e proprio panico.
Avv. Isabella Giasprini      –     Avv. Fabrizio M. Sansi

(Responsabili Sportello Consumatori UNC Spoleto)

 

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *