ALTRA VITTORIA UNC UMBRIA CONTRO UN OPERATORE TELEFONICO

telefonia

Il giorno 19.11.2014 presso la sede del Co.Re.Com dell’Umbria si è registrata una nuova vittoria dei consumatori su di una compagni telefonica.
Andiamo con ordine nel raccontare i fatti. Tutto comincia quando un nostro associato aveva negoziato, presso i locali del bar di sua proprietà, con un rivenditore autorizzato dalla compagnia telefonica, un contratto avente ad oggetto l’acquisto di n. 2 telefoni cellulari, pagabili in 24 rate mensili unitamente all’attivazione di n. 2 piani tariffari ricaricabili.
Fin qui non c’era nulla di anomalo, soltanto in sede di stipula del contratto sono emerse delle singolari particolarità, infatti, il rivenditore autorizzato richiedeva il timbro dell’azienda di cui il nostro associato è contitolare insieme al proprio fratello, rassicurandolo che il timbro sarebbe servito soltanto come promemoria dell’indirizzo presso cui sarebbero stati recapitati i 2 cellulari richiesti.
Le altre anomalie si sono rivelate ad avvenuta attivazione dei nuovi servizi, poiché il piano tariffario attivato era aziendale e non ricaricabile, come invece era stato pattuito, ed inoltre non sono mai stati consegnati i cellulari richiesti.
A nulla sono valse le raccomandate inviate per esercitare il diritto di recesso e nemmeno quelle per una risoluzione bonaria della vicenda.
Anzi, venivano inoltrate al nostro Associato fatture di addebito dei costi dei servizi ed intimazioni a pagare.
L’unica via rimasta al nostro associato per far valere le proprie ragioni è stata quella di associarsi all’Unione Nazionale Consumatori ed attivare con noi la procedura di conciliazione presso il Co.Re.Com. Umbria.
In questa sede, la controversia si è conclusa in modo favorevole al nostro associato, poiché è stato deciso lo stralcio della sua posizione debitoria, il ritiro della pratica di recupero credito e la disattivazione dei servizi attivati. In questo modo è stata accertata, implicitamente, una responsabilità dell’operatore telefonico relativamente alla mancanza di un sistema di controllo sui propri rivenditori autorizzati ed inoltre una colpevole inerzia nel fornire risposte e soluzioni immediate ai reclami dei propri clienti (non siamo andati oltre, anche se la normativa l. gsl. 231/01 poteva ulteriormente supportare questa tesi).
La conclusione di questa vicenda, dimostra come sia necessario usare la massima attenzione nella stipula di contratti di telefonia fuori dai locali commerciali per il tramite rivenditori autorizzati, in quanto, le anomalie si riscontrano nei dettagli di quanto viene pattuito. Pertanto è sempre bene effettuare una verifica “certosina” se quanto viene scritto nel contratto corrisponda a quanto effettivamente voluto.

 

Dott. Jacopo E. Napoletti

Avv. Luca Dattolo

Sede UNC Perugia

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

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